la crisi e possibili nuovi sviluppi

Stato

pdf00001La crisi economica non dà segni di remissione, pur a fronte degli sforzi compiuti da Governo e BCE per muovere investimenti, attivare nuovi posti lavoro e rimettere in moto i consumi.
Le analisi Istat evidenziano che, a settembre, è ulteriormente diminuita la produzione industriale, segnando un calo del 2,9% su base annua. L’Istituto di ricerca segnala, inoltre, che le variazioni negative, sia congiunturali che tendenziali, coinvolgono tutti i comparti su base mensile: a scendere più di tutte è la produzione di beni di consumo (-3,2%), seguita dai beni strumentali (-2,4%), dall’energia (-1,5%) e, in misura minore, dai beni intermedi (-0,8%).
Un ulteriore allarme proviene dall’Istituto di ricognizione economica Moody’s secondo il quale, anche per il 2015, l’Italia potrà tristemente caratterizzarsi per una crescita zero. Anche nel nostro Comune di Venezia la crisi è mordente, basta girare per la città e si susseguono fuori di molti negozi i cartelli con su scritto: affittasi e vendesi.. Si tratta di chiusura di attività per lo più riconducibili a negozi di vicinato
A fronte di questo scenario, è evidente quanto diventino urgenti gli interventi strutturali.
Il Governo, col decreto n.133/2014, recante”Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” ( il cosiddetto decreto “sblocca-Italia”), si è dotato di uno strumento per dare delle prime risposte, ma anche queste misure non sono sufficienti a traguardare l’obbiettivo. Il Paese, come tutti conveniamo, necessita infatti di interventi e riforme strutturali, ma va anche e soprattutto rifondato su un piano etico, sociale e culturale, affinché vadano edificate quelle condizioni di legalità e trasparenza , atte ad alimentare un nuovo clima di fiducia. Sono questi, infatti, i presupposti indispensabili per garantire il complessivo sviluppo di una nazione. L’Italia del dopoguerra ha saputo mettere in campo queste azioni fondative: a quello spirito e a quelle energie dobbiamo richiamarci, affinché istituzioni, corpi intermedi e imprese trovino, attraverso un patto per la rinascita del Paese, la volontà di reinvestire nel futuro della Nazione. Ma anche ogni cittadino, attraverso un processo di cambiamento culturale e di rinnovata partecipazione alla gestione dei beni comuni, è chiamato a contribuire alla ricostruzione morale e sociale del proprio territorio. L’economia, per ripartire, ha soprattutto bisogno di un Paese sano, aperto ad un autentico progetto di futuro, fondato sui valori del lavoro, dell’equità sociale, della legalità, della sostenibilità e della partecipazione.

Paolo Bonafe’

Inviato da Samsung

ed ora primarie ricercando una coalizione coesa e un candidato Sindaco Autorevole

Stato

35_Stessa_coalizione_-2La Direzione Comunale PD,nell’ ultima riunione, si è dotata di precisi criteri per affrontare le prossime amministrative per il Comune di Venezia. Primo elemento di chiarezza riguarda le primarie che si faranno e saranno di coalizione. Questo significa che, i soggetti che si alleeranno con il Pd, dovranno sottoscrivere i 10 punti programmatici, stesi con il coinvolgimento degli Stati Generali indetti dal Partito. Il riconoscimento dello spazio politico agli alleati avverrà solo in base all’effettivo risultato elettorale di ciascuno.
La febbrile attività di questi giorni, in cui assistiamo alla produzione di documenti da parte di possibili candidati, sembra più indirizzata ad escludere altri competitor che a trovare una regola condivisa per l’ identificazione del miglior candidato.
La mia posizione iniziale era per primarie solo del PD e l’avevo espressa questa estate sia sul mio blog che sulla stampa. Non è pertanto un copyright di Jacopo Molina , del quale ho comunque trovato logico sottoscrivere il documento, che prendeva posizione in tal senso.
Devo dire che mi dispiaciuta la strumentalizzazione politica fatta da Molina su quel documento. Di fatto, oggi, grazie agli esiti del dibattito avvenuto in segreteria, la posizione da essa assunta soddisfa le mie richieste iniziali La relazione del segretario, infatti, introduce due principi per me irrinunciabili: 1) la coalizione si fonderà su un programma chiaro e condiviso, proposto dal PD ; 2) il riconoscimento di spazio politico ai vari partiti e movimenti avverrà solo a seguito di effettivo risultato politico.
Soddisfatti questi due principi, non ho avuto problema a votare a favore della relazione del Segretario e, come me, devono aver fatto altri sottoscrittori del documento di Molina se in prima battuta quel documento presentava 20 firme – sui 42 componenti della Direzione – e alla fine sul documento del segretario Rosteghin vi sono stati solo 8 astenuti con una larga adesione allo stesso
La questione aperta ora è la costruzione della coalizione. Personalmente ritengo corretto affrontare elezioni regionali e comunali con la medesima coalizione, se non fosse così si costruirebbero alleanze di interesse e non di progetto. Inoltre, ritengo poco fruttuosa la campagna di veti incrociati nella scelta dei candidati ( c’è chi non vuole ex assessori o ex consiglieri comunali od entrambi), in un momento in cui dovremmo solo essere impegnati ad individuare le persone capaci di vision strategica nel delineare un progetto di città metropolitana e di regione, capace di delineare e mettere in campo azioni e risposte innovative, per dare un vero futuro a questi territori, piegati da una crisi economica sociale e culturale, senza precedenti

Paolo Bonafe’
Componente Direzione Comunale PD Venezia

.

Basta incidenti, bisogna avviare presto i lavori per la nuova Romea autostradale

Stato

Gazzettino 2014-10-21 Romea Killer

Il pauroso incidente avvenuto sulla Romea a Conche di Codevigo domenica e che ha visto la morte di una bambina di tre anni ritorna ad interrogarci sul perché ci si ostini ancora a non volere la realizzazione della nuova Romea. Quest’ultimo incidente ci dimostra, per l’ennesima volta, come sia quanto mai necessario mettere in sicurezza quella strada, che è una arteria autostradale oramai inadeguata per il traffico che ogni giorno la attraversa. Non avendo corsie di sosta nei due lati, ogni avaria che dovesse accadere alle autovetture comporterebbe un pericolo. Le dinamiche dell’incidente occorso dovranno essere valutate e studiate, ma certamente, se la causa è lo scoppio accidentale di un pneumatico, allora capiamo come quotidianamente migliaia di persone sono in pericolo di vita, visto che tanti sono gli automobilisti che ogni giorno attraversano quella strada per lavoro o per vacanza. E’ poi particolarmente doloroso quando a farsi male sono degli amici che tornavano da momenti di sport e che hanno rischiato di essere strappati all’affetto dei loro cari, come appunto è avvenuto alla figlia della giovane coppia che ha causato l’incidente. Purtroppo troppi ritardi si sono accumulati negli anni in non decisioni o in blocchi da parte dei territori che non vogliono che quella strada diventi una strada sicura, ma non sono le non decisioni che risolvono i problemi.
La realtà è che quella strada, per il traffico che ogni giorno l’attraversa, deve in pochi anni divenire una strada sicura, a quattro corsie con una corsia di emergenza. Sembra che il progetto sia approvato dal Cipe, che i vari permessi siano stati rilasciati e allora procediamo..basta aspettare. Non possiamo più permetterci altro dolore. Gli interessi di pochi non possono bloccare lo sviluppo e la sicurezza di molti, altrimenti i morti futuri peseranno come fardelli nella coscienza di coloro che ostinatamente si oppongono alla realizzazione di questa opera.

la crisi del commercio su Mestre e il bisogno di rivitalizzare la città

Stato

31_intervento_su_Nuova_Venezia_-_mestre_una_citta_che_ha_bisogno_di_riviotalizzaE’ sufficiente una passeggiata per Mestre a mostrare la profonda crisi economica che l’attraversa. Il susseguirsi di cartelli – chiuso/affittasi/vendesi – appesi sulle vetrine dei negozi, evidenziano quanto il tessuto della città stia subendo un impoverimento progressivo ed inarrestabile.
Le cause? Sebbene complesse, hanno anche aspetti semplicemente identificabili ed evidenti: il proliferare di nuove aperture di centri commerciali nella prima periferia della città, accompagnata alla assenza di parcheggi nel centro urbano e l’aumento delle ztl. Situazione sicuramente peggiorata dopo i lavori del tram e di via Poerio, che fa da contraltare a sempre maggiori collegamenti tra Mestre e i centri commerciali (ora il tram arriva al Panorama)
L’immediato futuro vedrà l’insediamento di nuovi centri commerciali anche in centro città, con le prossime aperture in via Torino -ex deposito Actv e dentro l’ ‘area ex Umberto ).
In una situazione di concorrenza così spietata si è inserita la crisi economica che ha reso definitivamente insostenibile la sopravvivenza del commercio al dettaglio.
La prossima amministrazione dovrà sicuramente affrontare questa questione che non ha una valenza soltanto economica, ma tocca profondamente i temi della accessibilità e fruibilità della città medesima. Un tessuto urbano, innervato da una rete di negozi, offre servizi, invita ad essere vissuto e percorso, favorisce socialità, concorrendo a costruire e garantire una città vivibile e sicura.

Paolo Bonafè
Presidente Laboratorio Venezia

progetto metropolitano di nuova mobilità

Stato

36_Articolo_La_nuova_Venezia_Quale sviluppo infrastrutturale per la città a metropolitana futura

Il prossimo anno gli amministratori,  chiamati a governare la città metropolitana, dovranno raccogliere, fra le altre, la sfida di progettare e  realizzare un sistema infrastrutturale, coerente con lo sviluppo territoriale e i nuovi bisogni di mobilità integrata dei cittadini. Ad oggi, dobbiamo purtroppo registrate l’assenza di un intervento significativo e sostanziale, in grado di rispondere  alle esigenze di trasporto nella città d’acqua, dove, a fronte del’incapacità/impossibilità di governare i flussi turistici coniugandoli con le esigenze di mobilità’ dei cittadini e delle merci, assistiamo ad una situazione di sovraccarico dei mezzi pubblici e di un pesante traffico acqueo. A sua volta, lo scenario della terraferma, evidenzia lo sviluppo di  Porto,  Aeroporto e  Stazione Ferroviaria,  ma anche la creazione di ulteriori e  nuovi  poli di interesse strategico per tutta l’area metropolitana  che esigono di essere  in connessione tra loro, all’interno di un quadro di sviluppo territoriale complessivo: il Vega che da incubatore di impresa sta anche promuovendosi come area espositiva per l’Expo 2015; l’Ospedale di Zelarino; il nuovo polo universitario di via Torino, il futuro insediamento dell’ex ospedale Umberto I e il nuovo porto commerciale e passeggeri di Fusina.

In questi anni, sia Regione che Comune di Venezia, hanno indubbiamente investito, in una logica di implementazione della mobilità sostenibile,  in  tre opere infrastrutturali, SFMR, People Mover e Tram, dimostrando un concreto impegno nel superamento dello sviluppo del trasporto su gomma. Il Tram, in particolare,  rappresenta un intervento importante poiché  mette in diretta comunicazione, da nord a sud,  la terraferma veneziana, territorio segnato dalla cesura, rappresentata dalla linea ferroviaria. Ma va anche detto che il Tram, nel suo percorso per Venezia,  sembra più pensato per favorire l’accesso al parco di S. Giuliano che per le nuove necessità di mobilità (es. Via Torino – Vega – Ospedale di Zelarino).  In ogni caso, tutti gli importanti investimenti infrastrutturali  sopracitati soffrono di un mancato disegno progettuale integrato e restituiscono l’immagine di essere stati pensati e realizzati ciascuno,  in modo a se stante,  scollati da un  disegno complessivo di sviluppo urbano, che avrebbe, ad esempio potuto prevedere la valorizzazione della preesistente rete ferroviaria merci, creata per interconnettere le aree produttive di Portomarghera con la rete ferroviaria principale.
La sfida del futuro sarà, quindi, quella di integrare tutte le infrastrutture, in modo che rappresentino un sistema organico di mobilità cittadina Alcune ipotesi: portare la SFMR al Vega utilizzando la  linea ferroviaria portuale merci;  prolungare, in un nuovo progetto, il People Mover fino al Vega utilizzando il medesimo sistema di piloni garantendo  un collegamento tra Venezia e la Terraferma che  bypassi  il Ponte della Libertà; potenziare il SFMR nella linea che porta all’Ospedale di Zelarino e alle altre stazioni di Mestre e Spinea.).
In questo modo potremmo vedere realizzato un sistema ferroviario metropolitano che andrebbe a collegarsi con il progettato sistema di  mobilità di alta velocità ed alta capacità ferroviaria, completando anche  la connessione di rete con l’aeroporto e la città.

Paolo Bonafè

Componente direziobe comunale PD Venezia

candidature ed indagini

in questi giorni, con ancora questa amministrazione comunale in carica si sono susseguite alcune conferenze stampa nelle quali alcuni protagnisti della politica amministraiva locale hanno voluto anticipare un po tutti gli altri partiti presentando la loro candidatura alla guida della citta. Questo quando la citta e ancora frastornata dalle indagini in corso e quando la magistratura sta ancora proseguendo la sua indagine nella quale potrebbero emergere nuovi sviluppi se e vero che in pretura stanno arrivando decine di lettere anonime  di denuncia che non possono essere utilizzate per le indagini ma certamente possono far accendere riflettori su ambiti oggi forse non esplorati. Attendendo l esprimersi del ministero dmegli interni sul nuovo commissario e sulla data delle prossime elezioni ritengo comunque che quanto avvenuto in questi anni non possa esimere l opinione pubblica  da un giudizio complessivo sia sulla maggioranza che sulla opposizione che hanno retto le sorti di questo comune. il filone di indagine che sta maggiormente coinvolgendo gli attori politici e certamente quello regionale e nazionale perche questi erano gli enti legislativi che potevano interferire sulle scelte che interessavano i soggetti implicati nella indagine  i corruttori

In vista delle Comunali di marzo organizziamoci primarie a tutti i livelli

In  previsione delle elezioni amministrative di marzo, con la fine delle ferie agostiane,   ritengo si debba cominciare a parlare di primarie per la candidatura a Sindaco.
Per me, e questa sarà la mia linea politica, devono essere primarie di coalizione, aperte a tutta la cittadinanza e devono riguardare, non solo la candidatura a Sindaco, ma anche a Presidente di Municipalita.  Inoltre il PD deve farle anche per i consiglieri comunali, utilizzando una semplice ripartizione. Dei  36 posti di lista, trenta vengono determinati dai circoli dalle 6 municipalità ( quindi ogni municipalità deve poter candidare 5 consiglieri) e i restanti sei  devono essere lasciati alla segreteria comunale, per candidature considerate di peso e prestigio.
Si deve  poter i votare in ogni municipalità nello stesso giorno per il candidato Sindaco, il Candidato Presidente di Municipalita,  la lista da cui verranno eletti i candidati consiglieri comunali  e la lista dove identificare i candidati  consiglieri di municipalita.  Uno sforzo democratico  certamente notevole ma che porterà ad una equilibrata rappresentanza territoriale,  demandando al territorio la responsabilita’ delle scelta.
In secondo luogo, prima di fare alleanze ( di cui si parla già sul giornale) consiglierei un passaggio democratico in direzione comunale del PD perché i tempi dei  “caminetto di pochi”  sono finiti e le leadership non esistono più.   Altrimenti forte sarà il rischio che coloro che  oggi si ritengono leader, si ritrovino con il cerino in mano perche’ le decisioni assunte non verranno seguite dall’elettorato.
Ora è anche il tempo di dire che chi ha fatto più di due legislature complete (anche in Comune) lasci spazio ad altre energie progettuali e che oltre a puntare sui giovani sia anche ora di puntare sulle competenze ed eperienza dei quaranta/cinquantenni, anche per ruoli di primo piano, compreso il Sindaco.
Le ultime vicende ci chiedono un forte rinnovamento anche di stili e su questo, come PD, dobbiamo lavorare per tornare ad essere un punto di riferimento per questa martoriata citta’ e far chiudere al piu’ presto questo periodo grigio, dove viene messo in pericolo, per calcoli ragionieristici, un modello di governo e di welfare state che è stato,  ed è tuttora, un modello in Italia.
Paolo Bonafe’
Componente la Direzione Comunale
Del PD di Venezia

Necessita un nuovo piano di sviluppo per il Lido

Necessita un nuovo piano di sviluppo per il Lido L’attuale situazione del Lido è quella di un territorio gravemente danneggiato dove progetti faraonici, miseramente falliti, hanno lasciato impatti pesanti in termini ambientali e di degrado urbano. E’ sotto gli occhi di tutti l’assoluto stato di abbandono e fatiscenza dell’area dell’ex Ospedale al Mare e la situazione del buco del Palazzo del Cinema che ha ulteriormente subito, con l’ultimo atto di questa consigliatura comunale, la sottrazione delle  risorse economiche, previste per il suo recupero,  a favore la terraferma (vedi MOF). Questo fallimento complessivo, ha fatto naufragare le opere di riqualificazione – i Lungomari  D’Annunzio e Marconi, il nuovo parcheggio e terminal di San Nicolò –  che sarebbero dovute rientrare negli interventi di compensazione, previste dal progetto complessivo di Est Capital. Pertanto, assistiamo alla situazione di un territorio sotto scacco, paralizzato dal fallimento delle grandi opere, ma anche  dall’assenza di un piano ordinario di riqualificazione urbana: manti stradali dissestati, marciapiedi sconnessi, attraversamenti pedonali pericolosi, perché privi di quei  requisiti di sicurezza che caratterizzano, invece, quelli della terraferma veneziana. Le spiagge più famose hanno gli arenili  da ripasciare  e la gestione degli stessi impianti balneari viene affidata a ditte che non prevedono investimenti,  ma operano in regime di risparmio:  le proteste della clientela, che hanno caratterizzato l’avvio di stagione, ne sono una dimostrazione palese. Gli interventi  sul terminal e sul Piazzale S.M. Elisabetta – quest’ultimo resta ancora un’incompiuta- sono stati realizzati senza un percorso partecipativo con i cittadini che, in questi giorni, protestano legittimamente nei confronti di  questo modello di gestione del territorio che sta per replicarsi con la   ristrutturazione del Gran Viale e con l’ ipotesi di taglio di tanti alberi. Questo cahier de doléance è dimostrativo dell’ indispensabilità di un intervento complessivo e prospettico e non più procrastinabile, sia sul Lido che su Pellestrina, per liberare le enormi potenzialità di questi territori che, a partire dalla sinergia delle loro specificità, potrebbero diventare un polo turistico internazionale di grande valore. Diventa necessario un investimento  progettuale  straordinario che metta insieme risorse imprenditoriali e intellettuali, competenze manageriali e il contributo di associazioni e di cittadini, per ridisegnare il presente e il futuro di queste isole di impagabile bellezza . Un progetto, quindi, che deve rientrare in grande piano internazionale di risanamento e di  sviluppo di questa città,  lontano dagli interessi speculativi che si sono succeduti in questi decenni, per valorizzare questo territorio, autentico  bene dell’umanità

. Paolo Bonafe ‘

 

Componente della Direzione Comuna del Pd di Veneziao progetti

Stop all’ abbattimento degli alberi in Gran Viale

L’azione di abbattimento di  centinaia di alberi del Lido per la risistemazione del Gran Viale S.M.Elisabetta, mi vede pienamente aderire alla  battaglia delle associazioni che su questo tema si sono mobiliate. Molteplici sono le motivazioni di questa civile protesta : il Lido ha una sua fisionomia e gli alberi del Gran Viale sono una parte di questo habitat; l’insensata  sostituzione degli attuali alberi, comporterebbe un’attesa di anni per ottenere una loro crescita significativa e un’adeguata ombreggiatura; la caduta della  Giunta Orsoni deve essere segno della chiusura della stagione dei progetti calati dall’alto in assenza una progettazione partecipata  con i cittadini.  Per il territorio del Lido è necessario avviare un processo di co-progettazione  per evitare il riprodursi di interventi che, fino ad oggi, hanno avuto impatti pesantemente negativi e che per questo  vale la pena qui  ricordare:  il Blue Moon, il buco del Palazzo del Cinema, il terminal e il piazzale di S.M.Elisabetta, le piste ciclabili di via Malamocco, il piano del traffico che prevede restringimenti di carreggiata e l’ anomala funzione dei bus quali  rallentatori di velocità. Desidero sottolineare che va posta fine alla logica per cui si devono realizzare opere in funzione ai  finanziamenti Bei ottenuti che altrimenti si perderebbero; se le risorse finanziarie sono utilizzabili solo per la realizzazione di progetti sbagliati, bisogna individuare strategie per cambiarne la destinazione e d’uso, o dobbiamo rinunciarci, piuttosto che deturpare definitivamente il profilo dell’Isola. Il progetto che prevede l’abbattimento degli alberi del Gran Viale è, nello specifico, motivato dai progettisti con la necessità del taglio delle radici per la posatura del nuovo sistema fognario, ma non è forse possibile trovare misure di contenimento delle stesse? Il diradamento degli alberi, due filari, invece di quattro, non valorizza di certo il viale  che, invece, potrebbe beneficiare di invertenti meno drastici: la cura dell’arredo urbano,  il rifacimento della  pavimentazione dei marciapiedi (ora quando piove vi sono pozzanghere enormi) e del manto stradale, magari con un lastricato che favorisca la trasformazione della carreggiata in isola pedonale per favorire la realizzazione  di eventi. Per trovare una soluzione  estetica è sufficiente recarsi agli Alberoni e percorrere la bellissima strada pedonale che, dal terminal ferry boat porta in via Droma: strada e marciapiede, fruiti forse da pochi, ma progettati in modo intelligente  e costruiti con materiali belli e durevoli. Non serve andare lontano per recuperare idee e soluzioni sicuramente replicabili.

Paolo Bonafe’
recapito: 3480920240
web: www.paolobonafe.it

QUALE FUTURO SINDACO DI VENEZIA

La cronaca cittadina riporta, in questi giorni, il susseguirsi di incontri e conferenze stampa, promosse da soggetti  che, protagonisti della recente consigliatura, desiderano ripresentarsi alla città come  portatori di proposte innovatrici.

Questo,  a fronte degli ultimi atti  dell’ amministrazione comunale uscente e al procedere dell’inchiesta della magistratura  che potrebbe aprirsi a ulteriori sviluppi,  facendo alzare la soglia di attenzione in ambiti forse ad oggi inesplorati.

La politica ha dimostrato un suo fallimento complessivo poichè, se da un lato si è evidenziato un sistema corruttizzio che interessa soprattutto gli ambiti regionali, nazionali e delle istituzioni, dall’ altro  si è mostrato anche il fallimento del sistema di controllo, di quanti dovevano contrastare l’emergere del malaffare.

Su tutto questo si evidenzia come mediaticamente i riflettori siano aperti su Venezia e più in ombra resti la  Regione e come, parallelamente,  l’indagine sul Sindaco, di minore gravita’ rispetto ad altre indagini, sia enormemente più pubblicizzata, rispetto a quella che interessa esponenti di spicco della Regione Veneto, tra i quali il suo ex Presidente.

Venezia, patrimonio dell’ umanita, è una città mondiale e oggi piu’ di ieri, alla sua guida è necessario porre  un personalità di grande caratura  nazionale e, oserei dire, addirittura internazionale,  che coauguli intorno a sè  le migliori  risorse intellettuali e manageriali per costruire una nuova proposta di sviluppo di questa città.

Il panorama cittadino non sembra oggi dotato di figure così di spicco, ma  è proprio compito della politica definire il profilo della persona idonea a rivestire questo ruolo ed individuarla e ritengo che il Partito Democrtico, per la responsabilità al quale e’ stato chiamato, con il consenso raggiunto alle votazioni europee, questo compito lo debba sentire maggiormente.

Le attuali vicende non devono annullare il ruolo prezioso che la politica è chiamata a     svolgere, ma esigono un rinnovamento radicale, attraverso la sostituzione di quanti si sono dimostrati incapaci nel controllare e denunciare il malaffare.

La città di  oggi risulta imbarbarita ed impoverita, la sua economia è determinata da piccoli interessi di bottega e i finanziamenti per la sua salvaguardia sono stati rubati dalla cricca. Il tema della Sicurezza e’ diventato primario su Mestre.

Siamo chiamati a costruire un nuovo rinascimento in cui cultura e turismo siano la cabina di regia e di trascinamento delle politiche economiche cittadine ( se non lo facciamo a Venezia dove possiamo farlo?),  ma anche di quelle legate alla mobilita’, al commercio, alle attivita’ produttive e alla pianificazione strategica; tutti assessorati poco valorizzati nel recente passato (alcuni di questi utilizzati per la compensazione politica tra i partiti) e che non sono stati messi in grado di fare networking tra loro.

Tutto questo,  unitamente  al progetto di realizzazione di  una vera  green economy per le aree industriali di Portomarghera, deve divenire il fulcro della  economia e dello sviluppo della Venezia futura. Il Mondo ci osserva, ma anche i nostri figli, non deludiamoli  un’ altra volta.

Paolo Bonafe’

Componente la Direzione Comunale del PD di Venezia