Dall’Unione Europea un sostegno per l’ambiente e l’occupazione

La Commissione Industria del Parlamento Europeo ha votato, lo scorso 2 settembre, l’allocazione di risorse finanziarie, afferenti al Programma Energetico Europeo per la Ripresa, finalizzate a perseguire il doppio obiettivo di promuovere il rispetto ambientale e garantire il sostegno all’occupazione. Si tratta, infatti, di uno strumento orientato a stimolare la ripresa dalla recessione, che colpisce complessivamente l’economia dell’UE, rafforzando la capacità dell’Unione di raggiungere i propri obiettivi politici in materia di energia, in particolare la sicurezza e la diversificazione degli approvvigionamenti energetici, il funzionamento del mercato interno dell’energia e la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.

Si tratta di un importante finanziamento, di circa 114 milioni di euro, destinato a Enti Locali, Regioni ed Enti privati, per la realizzazione di progetti di efficienza energetica e fonti rinnovabili, indirizzati prevalentemente al sistema di trasporto pubblico, all’illuminazione stradale, all’installazione di contatori intelligenti, secondo l’approccio del basso impatto ambientale.

La realizzazione di tali azioni, avrà strategicamente ricadute positive sull’occupazione, poiché si tratta di attività che non possono essere delocalizzate, richiedendo manodopera locale: si tratta pertanto di una strategia che coniuga obiettivi ecologici all’importante  opportunità di muovere l’economia in ciascuno dei  territori, investiti da questa linea di finanziamento. In questa logica, troveranno particolare attenzione le proposte progettuali, promosse da partnership fra enti pubblici e privati con cooperative edilizie ed agenzie per lo sviluppo.

Paolo Bonafè – Presidente Ass. Cult. Laboratorio Venezia

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La creatività al servizio dell’acqua del rubinetto.

Le campagne volte a promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto, si moltiplicano e sviluppano nuovi strumenti di comunicazione, per educare i cittadini a modelli di utilizzo delle risorse a basso impatto ambientale.

In questa filosofia si colloca un concorso, aperto a tutti, intitolato “Message is the Bottle”, volto alla realizzazione di una bottiglia di design per l’acqua del rubinetto. Il promotore dell’originale iniziativa è una rete di partenariato che vede insieme Publiacqua, Controradio, Istituto Europeo di Design di Firenze e Legambiente Toscana. Il bando, che scade il prossimo 24 settembre, è scaricabile dal sito www.acquadelrubinetto.it, indica le specifiche tecniche e i materiali richiesti, precisando che la bottiglia dovrà avere le caratteristiche di  essere in vetro riciclato, di colore bianco trasparente, di alta qualità funzionale ed estetica e di prestarsi alla produzione industriale.

Nella nuova logica dei consumi a Km 0, l’acqua del rubinetto è di certo il prodotto che rientra maggiormente in questa filosofia, il suo uso rappresenta, infatti, una scelta che ha notevoli ricadute di impatto ambientale,  evitando il proliferare delle bottiglie di plastica e  i costi ambientali del loro trasporto su strada.

Queste campagne di coinvolgimento diretto dei cittadini mettono in luce quanto, i temi riferiti al rispetto per l’ambiente e allo sviluppo compatibile, possano vederci tutti protagonisti grazie a cambiamenti di stili di vita, che riguardano la nostra semplice quotidianità. Anche “Message is the Bottle”, sollecitando competenze e creatività, promuove in modo originale comportamenti sociali a basso impatto.

Paolo Bonafè

Presidente Ass.  Laboratorio Venezia

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Una grande risposta civile contro la privatizzazione dell’acqua.

acqua pubblicaSenza grandi battage pubblicitari per la mobilitazione di massa, la campagna di raccolta  firme contro la privatizzazione dell’acqua, ha raccolto, in soli tre mesi, un milione e quattrocentomila adesioni.

Un successo straordinario che permetterà ai cittadini di esprimere – attraverso un referendum che dovrebbe tenersi nella primavera 2011 – il proprio parere nei confronti di un provvedimento governativo, che ha previsto per tutto il Paese la privatizzazione delle risorse idriche. Operazione che rischia di far aumentare le tariffe, peggiorare i servizi di distribuzione e diminuire la sicurezza del prodotto, nella consapevolezza che i nostri acquedotti esigono investimenti urgenti, poiché disperdono in media, nel loro percorso dalla fonte alle nostre abitazioni,  oltre il 60% di quanto estratto all’ origine. La campagna, non caratterizzatasi per l’appartenenza partitica dei promotori, ha mostrato che gli italiani si sono espressi a favore dell’ “acqua del Sindaco”, ma soprattutto ha evidenziato la loro forte  capacità di attivazione, quando si tratta di rivendicare il diritto di cittadini che vogliono decidere sull’uso dei beni comuni: questa mobilitazione fa cadere il luogo comune che ci assegna un’immagine di persone apatiche e indifferenti alle sorti della società in cui viviamo.

Ma la “battaglia per l’acqua” chiama tutti noi ad una sfida ancora più ardua e cruciale per il futuro dell’intera umanità e che riguarda scelte responsabili per far  fronte al dovere di dare risposta alla domanda di acqua del Pianeta e garantire il  diritto di tutti ad avere accesso a questo bene di prima necessità.

Paolo Bonafè Presidente www.LaboratorioVenezia.it

Nuove sinergie per la tutela del Pianeta

terraSabato 5 giugno l’ONU ha celebrato la Giornata Mondiale  dell’Ambiente, con iniziative che si sono svolte in tutti i Paesi: lo slogan dell’evento, dedicato alla biodiversità, è stato declinato in “Molte specie, un pianeta, un futuro”, con l’obiettivo complessivo di mobilitare l’attenzione di tutti i Governi sui cambiamenti climatici e la necessità di politiche per la salvaguardia della Terra. Il nuovo approccio all’ecologia fa propria una concezione olistica, capace di cogliere le questioni cruciali nella loro multidimensionalità: la tutela del pianeta non può essere delegata solo a scienza e tecnologia, ma esige il coinvolgimento dei cittadini affinché, in modo corresponsabile, rivedano i propri stili di vita  nelle modalità di consumo, di alimentazione, di mobilità, di uso del territorio e delle relazioni sociali. Attualmente è possibile produrre energia rinnovabile, non solo dall’ utilizzo del sole e del vento, ma anche dalla  forza che deriva dall’alternarsi delle marea e delle onde, progetti che stanno trovando concreta realizzazione nella costruzione di centrali, in grado di trasformare queste nuove fonti. Contemporaneamente, ci viene chiesto di valorizzare la biodiversità presente nel pianeta – ricchezza  che caratterizza economia, paesaggi e storia dei nostri territori – concorrendo all’equilibrio dell’ecosistema. Anche l’alto consumo di carne dei paesi occidentali va modificato: la produzione di 1 kg di carne bovina richiede 7 Kg di cereali e 13.150 litri d’acqua. L’agricoltura, dimostrando inutilità e  pericolosità di OGM e prodotti chimici, è centrale nella battaglia ecologica, se in sinergia con una revisione critica dei nostri stili di vita.

Paolo Bonafè Presidente ass.Laboratorio Venezia

Il disastro del Golfo del Messico stimolo per nuove fonti energetiche

centrale-biogasIl disastro  ambientale del Golfo del Messico, causato dalla  fuoriuscita di greggio dalla piattaforma BP, è all’attenzione dell’opinione pubblica come evento che impone una riflessione urgente, circa la necessità di cambiare l’attuale sistema delle fonti energetiche. Scienza e tecnologia ci vengono in aiuto grazie a  continue innovazioni: una forma di energia alternativa, ad esempio, è oggi rappresentata dal BIOGAS, miscela – composta per il 50-70% da metano e per il 30-50% da anidride carbonica – che si forma mediante la fermentazione di sostanze organiche.

Nel nord Europa sono già in funzione centrali che producono biogas attraverso il trattamento delle acque reflue e il processo di smaltimento dei rifiuti; si tratta di impianti che trattano in media 40.000 m³ di materiale al giorno, finalizzati a  produrre combustibile per i mezzi pubblici. Ogni anno,  nel nostro continente, si accumulano 88 milioni di tonnellate di rifiuti urbani biodegradabili che, gestiti in modo ottimale, produrrebbero benefici economici e per l’ ambiente stimati tra 1,5 e 7 miliardi di euro. L’Unione Europea, a partire da questi dati, è impegnata a stimolare gli Stati membri affinché adottino sistemi di produzione di energia rinnovabile, sfruttando  appieno il loro potenziale. La Comunità Europea ha fissato per il 2020 l’obiettivo che vede il fabbisogno energetico, del settore dei trasporti, coperto per un terzo da energia, attinta dal biogas ricavato dai rifiuti organici. Anche l’Italia è chiamata a questa  sfida, qualche esperienza è già in atto nel settore del TPL, ma ancora lunga è la strada per il  raggiungimento dei  parametri, previsti per il 2020.

 Paolo Bonafè presidente www.laboratoriovenezia.it

La strada alternativa all’energia nucleare

Solar-roadways-1Dall’America proviene una notizia destinata a scardinare un’ opinione corrente,  che attribuisce alle centrali nucleari la funzione di garantire il futuro energetico all’Italia. Infatti, considerando le favorevoli condizioni climatiche di cui gode il Paese  e la sua rete stradale, la scoperta scientifica che prevede la produzione di energia solare attraverso lo sfruttamento dell’energia, prodotta  dall’insolazione del manto stradale, assume una notevole rilevanza. Potrebbe sembrare fantascienza, ma questa  tecnologia ha già un prototipo, costruito dall’ingegner Scott Brusaw, fondatore della Solar Power Roadways. La scoperta consiste nella generazione di energia pulita tramite la sostituzione del tradizionale asfalto, con pannelli fotovoltaici  in grado, non solo di captare l’energia dei raggi solari, ma anche di assolvere alla funzione della sua  distribuzione  ed immagazzinamento  per l’utilizzo in loco  Ogni modulo-pannello è composto da tre strati: una superficie traslucida in silicio e policarbonato per far passare i raggi solari; una fascia centrale che, oltre alle cellule fotovoltaiche,  prevede  elementi autoriscaldanti per sciogliere la neve ed evitare la formazione del ghiaccio; la terza, è una fascia base che  racchiude i collettori e i trasmettitori. Ogni pannello, unito  all’altro con giunti di connessione, potrebbe fornire 6,7 MWh: un miglio di questo fondo stradale soddisferebbe il fabbisogno energetico di 428 abitazioni. Inoltre, è da evidenziare  come la presenza nei pannelli di micro sensori, in grado di segnalare al guidatore  eventuali pericoli,  rappresenti uno straordinario strumento per aumentare la sicurezza stradale.

Paolo Bonafè presidente www.LaboratorioVenezia.it

Venezia porto all’avanguardia

naveVenezia – con  Civitavecchia, Genova e La Spezia – seguirà la strada ecologica già battuta  dai più importanti scali internazionali, come Los Angeles, Seattle, Vancouver, Lubecca e Zeebrugge. Si tratta di un’ autentica rivoluzione quella che investirà i nostri porti: finalmente si potrà garantire fornitura elettrica alle navi,attraccate in banchina, senza che queste tengano accesi, per l’autoalimentazione, i motori ausiliari. La natura innovativa di questo sistema, chiamato “cold ironing”, consiste nel fatto che tutta l’elettrificazione di navi e banchine, verrà realizzata mediante la produzione di energie rinnovabili.

Si tratta di scelte che non riguardano strettamente lo sviluppo dell’area portuale, perché comportano benefici per l’intera città, permettendo una riduzione del 30% dell’anidride carbonica e del 95% degli ossidi d’azoto emessi dalle navi; inoltre verrà totalmente eliminato l’inquinamento acustico. Parliamo di risultati estremamente significativi, soprattutto se li rapportiamo al numero di navi che attraccano a Venezia e ai consumi del milione e novecentomila turisti, che esse portano annualmente in città.

Il protocollo fra Enel e Autorità portuale veneziana, firmato lo scorso febbraio in occasione  del primo Forum Internazionale sulle tecnologie  ecosostenibili per i porti, prevede, sempre per il risparmio energetico, l’introduzione della illuminazione con i Led. Nel contempo, la politica promossa  dalla Federazione del Mare, volta alla sostituzione delle vecchie navi traghetto, con mezzi costruiti secondo tecnologie ecocompatibili, potrà garantire  una nuova sinergia fra le politiche  dei Porti e quella degli armatori.

Paolo Bonafè  Presidente www.LaboratorioVenezia.it

Ambiente: dall’ apocalisse alla prevenzione

terremoto2La drammaticità degli eventi catastrofici, mischiata al clima apocalittico, creato da pseudo predizioni sulla fine del mondo, produce nelle persone una percezione di ineluttabilità rispetto agli sconvolgimenti della natura.

Le cronaca, a partire dallo tsunami del 2004, è stata attraversata da tragedie continue – cicloni, tempeste, terremoti- mostrandoci distruzioni devastanti ed una umanità straziata e disperata. Immagini e storie che  lasciano in noi la sensazione di essere impotenti, in balia degli eventi naturali; sentimenti che contrastano con la cultura dell’uomo tecnologico, conoscitore  delle complesse  leggi che regolano l’universo e in grado di governare i processi e i meccanismi,  che presiedono la vita.

Questa oscillazione fra sentimenti e approcci di impotenza e onnipotenza, non ci aiutano a trovare un modo consapevole e responsabile di stare in questo mondo.

La Terra è un’entità vivente e come tale è soggetta a continui processi di cambiamento e trasformazione, spesso per noi impercettibili, ma  che si manifestano  anche  mediante  terribili eventi traumatici, come i terremoti dell’Aquila di Haiti e del Cile. Nell’ecosistema, la presenza e l’azione dell’uomo rappresentano una variabile decisiva: è dimostrato come  il depauperamento delle risorse, l’inquinamento ambientale incidano sulle tragedie naturali. Altrettanto va  ricordata la specifica responsabilità umana quando si costruiscono centri abitati in  territori geologicamente inidonei, o quando, nelle  zone  a rischio sismico,  non si utilizza l’edilizia appropriata.

Spetta solo all’uomo la scelta di anteporre la tutela delle persone, alla speculazione  economica.

Paolo Bonafè  Presidente www.laboratoriovenezia.it

Domenica 28 febbraio STOP al traffico

foto elettorali 072Quella di domani sarà la prima giornata italiana “interregionale” di maxi-blocco delle auto per abbattere lo smog. All’iniziativa parteciperanno 80 comuni  delle 7 regioni del nord d’Italia, mentre mancherà purtroppo l’adesione delle grandi città del centro sud.  Se la legge pone a 35 giornate  la soglia massima annua di superamento dei limiti di inquinamento, Napoli, ad esempio, raggiunge il triste primato dei 156 giorni,  seguita da Torino con 151, Ancona con 129, Ravenna con 126, Milano con 108, Roma 67 e Venezia 60. Per fronteggiare la grave situazione di emergenza, che questi dati denunciano, si è costituito un comitato di coordinamento fra gli amministratori dei comuni della Pianura Padana e l’ Anci, con l’obiettivo di predisporre  iniziative condivise e interloquire con il Governo e le Regioni, per ottenere risposte strutturali e risorse significative.

Con lo slogan “Il tram in movimento”, anche la città di Venezia aderisce alla domenica ecologica, dedicando la giornata ai temi legati alla mobilità sostenibile, mentre nella mattinata un convoglio tranviario percorrerà il tratto dal deposito di Favaro a piazza XXVII Ottobre.

Gli studi evidenziano che  il traffico urbano concorre alla produzione di PM 10 per il 45%, il  riscaldamento per il 28%, l’industria per  il 10%, porti e aeroporti  per il 9%.

Si sa che una domenica senza auto non può migliorare significativamente la qualità dell’aria, ma è certo che un’ efficace azione di sensibilizzazione, volta a promuovere il trasporto pubblico – in un complessivo quadro di sostenibilità dello sviluppo urbano – attribuisce alla giornata di domani una funzione importante, per favorire il cambiamento degli  stili di vita.

 

Paolo Bonafè Presidente www.laboratoriovenezia.it

La Conferenza sul clima di Copenhagen

20009-10-24 IL VENEZIA La conferenza sul clima di Copenaghen

A dicembre la comunità internazionale si riunirà a Copenhagen per stipulare la nuova convenzione sul clima: la conferenza mondiale dell’ONU dovrà in particolare illustrare le strategie per la riduzione delle emissioni di gas serra e per l’adattamento ai cambiamenti climatici già in corso. L’esplicitazione di quest’ultimo obiettivo rappresenta un passaggio cruciale, che merita una particolare riflessione: le politiche, infatti, sembrano spostarsi dalla mitigazione dei fenomeni a quelle di adattamento. Questo orientamento nasce dalla consapevolezza che, anche a fronte di un arresto immediato delle emissioni di gas, dovrebbero trascorrere decine di anni per garantire  all’atmosfera di ripulirsi da tutto il gas presente. Parallelamente, gli studi hanno mostrato che, anche la riforestazione  non produce una compensazione immediata, infatti, solo dopo anni di crescita e non appena piantumati, gli alberi assorbono sufficiente anidride carbonica. Ci si rende conto che l’attuale livello di compromissione dell’equilibrio climatico impatterà pesantemente sulla nostra vita: già a Bangkok i paesi poveri hanno chiesto all’Europa e agli USA di impegnarsi economicamente per finanziare barriere contro l’innalzamento degli oceani e la riurbanizzazione delle città costiere. Lo scenario è sicuramente preoccupante, mentre si riscontra, sia a livello politico,  che di generale opinione pubblica, una grave sottovalutazione di questi temi: i cambiamenti del clima, con le loro ricadute sul piano ecologico, avranno forti implicazioni sociali economiche, già visibili nella nostra quotidianità con l’ aumento delle inondazioni e degli sbalzi climatici.

Paolo Bonafè – Presidente Laboratorio Venezia