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Opere pubbliche più sostenibili –  una sfida concreta anche per Venezia

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Dal 2 febbraio 2026 sono entrati in vigore i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, che introducono regole più stringenti e criteri premiali nelle gare pubbliche. Un cambiamento che riguarda da vicino anche Venezia e la sua terraferma, chiamate nei prossimi anni a gestire interventi importanti di manutenzione urbana, edilizia pubblica e infrastrutture.

Non si tratta di un adempimento burocratico in più. I CAM impongono un approccio diverso: la sostenibilità entra già nelle fasi iniziali della progettazione e diventa parte integrante delle scelte tecniche ed economiche. Le stazioni appaltanti non sono più chiamate solo a spendere, ma a spendere meglio, valutando l’impatto ambientale delle opere lungo tutto il loro ciclo di vita.

L’obbligo di utilizzare strumenti come le analisi del ciclo di vita (LCA) e dei costi complessivi (LCC) va proprio in questa direzione. Non conta più soltanto il costo immediato di un intervento, ma anche la sua durata, la manutenzione futura, il consumo di risorse e la gestione finale dei materiali. È un principio di responsabilità che incide direttamente sulla qualità delle opere pubbliche.

I nuovi CAM valorizzano inoltre le imprese che investono davvero in sostenibilità, premiando l’uso di materiali riciclati, il rispetto delle regole sull’End of Waste e una gestione ambientale certificata. Un segnale importante anche per il tessuto produttivo locale, che può trovare in questi criteri un’occasione di crescita e qualificazione.

Per una città fragile come Venezia, dove ogni cantiere ha un impatto sul contesto urbano, ambientale e sociale, questi strumenti possono diventare un alleato. La sfida è evitare che restino solo norme sulla carta. Servono progettazione di qualità, competenze adeguate nelle stazioni appaltanti e controlli efficaci in fase esecutiva.

Un ultimo aspetto riguarda il lavoro. I CAM premiano la formazione del personale di cantiere e l’impiego di operatori qualificati, contribuendo a migliorare sicurezza, condizioni di lavoro e rispetto dell’ambiente urbano, temi molto sentiti dai cittadini.

La sostenibilità non è una moda né un freno allo sviluppo. È una scelta di buon governo che può migliorare la qualità delle opere pubbliche e l’utilizzo delle risorse. Ora tocca alle amministrazioni locali dimostrare di saper trasformare queste regole in risultati concreti per i territori.

Paolo Bonafé Coordinatore Comunale – Unione di Centro – UDC Venezia

Stefano Valonta – Responsabile comunale urbanistica e lavori pubblici

Ticket turistico – strumento da valutare, non slogan. Venezia ha bisogno di equilibrio, non scorciatoie

 

Venezia, 02 febbraio 2026

Il dibattito sul ticket turistico torna al centro dell’attenzione pubblica. L’ipotesi di una tariffa fino a 35 euro, rilanciata in questi giorni dall’Ex Candidato Sindaco Alessio Vianello e dal Candidato Sindaco possibile del Centrodestra Simone Venturini , conferma una verità che da tempo sostengo: il tema non può essere affrontato con semplificazioni o annunci ad effetto, ma richiede un confronto serio, fondato sui dati e sugli effetti reali sulla città.

Il ticket non può essere né una bandiera ideologica né una tassa punitiva. Può diventare uno strumento utile solo se inserito in una strategia complessiva di governo dei flussi turistici, capace di tenere insieme tutela dei residenti, sostenibilità economica e qualità dell’accoglienza.

Ci sono alcuni punti fermi da considerare:

  • il problema di Venezia non è il turismo in sé, ma la sua concentrazione in pochi giorni, in poche ore e in poche aree della città;
  • ogni misura deve distinguere chiaramente tra turismo giornaliero e soggiorni più lunghi, evitando di penalizzare chi contribuisce realmente all’economia locale;
  • il ticket deve essere semplice, comprensibile e proporzionato, senza trasformarsi in un deterrente confuso o in un aggravio burocratico.

In questo contesto, il contributo di analisi portato dall’associazione I Futuri di Venezia introduce elementi che meritano attenzione e approfondimento: l’ipotesi di una “Carta dei servizi” obbligatoria, collegata a un sistema di prenotazione e a un numero chiuso, con risorse vincolate a residenzialità, lavoro, sicurezza, servizi pubblici e sviluppo della città metropolitana. Una proposta ambiziosa che, secondo gli estensori, potrebbe generare fino a 300 milioni di euro l’anno da reinvestire sul territorio.

È positivo che il dibattito si sposti dal semplice “quanto far pagare” al come governare il turismo e al perché utilizzare le risorse. Tuttavia, va detto con chiarezza: nessuno strumento, da solo, può risolvere problemi strutturali. Senza un rafforzamento dei servizi pubblici, del trasporto, della gestione degli accessi e senza politiche serie per la residenzialità e il lavoro, il rischio è quello di intervenire sugli effetti e non sulle cause.

Venezia non può vivere di misure spot. Serve una visione di medio-lungo periodo che includa:

  • una regolazione intelligente dei flussi;
  • la tutela della città storica e delle isole;
  • la difesa dei residenti e delle attività di vicinato;
  • un utilizzo trasparente e vincolato delle risorse generate, destinandole a manutenzione urbana, servizi e qualità della vita.

Come UDC Venezia riteniamo positivo aprire un confronto pubblico serio e documentato, ma ribadiamo che le decisioni non possono essere calate dall’alto né inseguire il consenso del momento. Il turismo è una risorsa fondamentale, ma va governato con responsabilità, equilibrio e buon senso.

Venezia ha bisogno di equilibrio, non di slogan. Purtroppo temo che la campagna elettorale non aiuterà perché la coalizione chi si vuole candidare come cambiamento E il ticket, se ci sarà, dovrà essere uno strumento utile alla città, non un fine in sé.

Paolo Bonafé  – Coordinatore Comunale Unione di Centro – UDC Venezia

Lido di Venezia – rilanciare un’isola proiettata al futuro, tra tutela del territorio, sviluppo sostenibile e salvaguardia della salute dei suoi cittadini.

Il Lido di Venezia è un luogo unico al mondo, sospeso tra mare e laguna, custode di una storia illustre e di un patrimonio ambientale fragile. Eppure, negli ultimi decenni, l’isola ha progressivamente smarrito alcune prerogative che l’avevano resa, nel passato, un laboratorio di modernità: un aeroporto strategico, un porto, insediamenti produttivi e soprattutto un presidio sanitario adeguato. Oggi più che mai è necessario restituire al Lido una visione di lungo periodo, compatibile con la sua natura di isola e capace di guardare al futuro.

La vicenda dell’ex Ospedale al Mare è emblematica. Chiuso nel 2003, lasciando il solo Monoblocco come presidio sanitario minimo per Lido e Pellestrina, il complesso è entrato in un lungo periodo di abbandono, tra fallimentari tentativi di riconversione turistica e promesse mancate. La svolta è arrivata nel 2022 con la proposta dell’imprenditore Frank Gotthardt, innamorato del Lido, che ha immaginato un centro di ricerca avanzata nel settore medico: il Progetto MARE. Un’iniziativa in grado di riportare sull’isola ricerca scientifica di livello internazionale, posti di lavoro qualificati e residenzialità stabile, senza snaturare il carattere storico del complesso.

Parliamo di un progetto che prevede 900 scienziati da tutto il mondo, 600 residenze all’interno del campus e una collaborazione strategica con l’Università Ca’ Foscari. Un’opportunità irripetibile per Venezia e per il Lido: sviluppo non legato al turismo di massa, economia sana, nuovi residenti, un impulso decisivo al rilancio dell’isola.

Il Consiglio Comunale ha approvato nel dicembre 2023 la variante urbanistica necessaria; nel luglio 2024 Gotthardt ha perfezionato l’acquisto del complesso da Cassa Depositi e Prestiti. A giugno 2025 la Giunta comunale ha adottato il Piano Urbanistico Attuativo, avviando il percorso di osservazioni pubbliche.  Il Progetto MARE non è solo un investimento privato: è una scommessa collettiva sul futuro dell’isola. Le istituzioni, le forze politiche, le associazioni e i cittadini devono cogliere questa occasione, lavorando insieme per superare resistenze e incertezze. Solo così il Lido potrà tornare a essere ciò che storicamente è stato: un ponte tra Venezia e il mondo, un luogo che unisce identità e innovazione.

Ma oltre al polo tecnologico previsto all’interno dell’ex Ospedale al Mare, è indispensabile rilanciare con forza la richiesta di maggiore sicurezza sanitaria per i cittadini di Lido e Pellestrina, trasformando l’attuale punto di primo intervento in pronto soccorso vero e proprio, dotato di due letti di terapia sub-intensiva. A chi sostiene che ciò non sia possibile va ricordato che molti piccoli ospedali – anche nella nostra provincia – sono stati mantenuti e sviluppati. Le isole della laguna, soprattutto Lido e Pellestrina, sono esposte a condizioni meteo particolarmente difficili, perché lingue di terra che difendono Venezia dal mare e soggette durante gli ultimi inverni ad effetti combinati di forti venti e onde che mettono a dura prova il servizio del 118 fatto con lance

Il principio che ci deve animare è quello che, come i trasporti pubblici e il servizio rifiuti sono calibrati su milioni di turisti l’anno, così anche il servizio sanitario deve essere proporzionato alla massa di visitatori e alla conformazione morfologica della laguna, che per molti aspetti la equipara alle comunità montane. Chi vive in isola deve avere la stessa possibilità di sopravvivenza di chi vive a Mestre e già tanti sono i casi conosciuti e non conosciuti che per tale marginalità territoriale, hanno causato la morte di persone e bambini, che avrebbero potuto salvarsi se al Lido ci fosse stato pronto soccorso come c’era una volta.

✒️ Paolo Bonafè – Segretario Comunale Azione Venezia

 

DATI IN CRESCITA E NUOVE PROSPETTIVE CON IL COMMISSARIO GASPARATO

https://www.chioggiaazzurra.it/web/site/dettaglio?art=7665&t=PORTO+DI+VENEZIA%3A+DATI+IN+CRESCITA+E+NUOVE+PROSPETTIVE+CON+IL+COMMISSARIO+GASPARATO

Venezia, 14 luglio 2025 – Azione Venezia accoglie con soddisfazione i dati incoraggianti che confermano il ruolo strategico del Porto di Venezia all’interno del sistema logistico nazionale ed europeo. Nel primo trimestre del 2025 sono stati movimentati 124.194 TEU, mentre nel periodo aprile 2024 – marzo 2025 il traffico merci ha superato i 24,3 milioni di tonnellate.

In forte crescita il traffico RO-RO, che ha toccato quota 31.717 TEU (+11,30%), le merci varie con oltre 4,9 milioni di tonnellate (+14,62%) e le unità RO-RO movimentate, salite a 77.618 (+2,35%).

“Questi numeri dimostrano che Venezia è un porto efficiente e competitivo, che può ulteriormente crescere se sostenuto da una visione politica chiara, pragmatica e coerente”, dichiara Paolo Bonafé, segretario comunale di Azione Venezia.

Il gruppo guarda con interesse alla proposta di nomina del dott. Matteo Gasparato come Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale, auspicando che il suo incarico possa imprimere un’accelerazione ai progetti di sviluppo, in particolare nell’area di Porto Marghera, verso una modernizzazione sostenibile e un rafforzamento delle connessioni internazionali.

Bonafé sottolinea anche la necessità di una politica responsabile e non ideologica: “Alcuni settori della sinistra continuano a ostacolare qualsiasi proposta di sviluppo infrastrutturale e produttivo a Porto Marghera, promuovendo un immobilismo che rischia di danneggiare l’intero territorio veneziano”.

Azione Venezia ribadisce il proprio impegno per uno sviluppo portuale intelligente, rispettoso dell’ambiente ma capace di creare lavoro, attrarre investimenti e rilanciare il ruolo produttivo di Venezia e Marghera.

 

«Il Salone Nautico è la dimostrazione che Venezia può guidare lo sviluppo sostenibile della nautica nell’Adriatico»

A nome di Azione Venezia, esprimiamo il nostro più vivo plauso per il sesto anniversario del Salone Nautico di Venezia, divenuto ormai un appuntamento imprescindibile per la cantieristica locale, per il sistema economico veneziano e per tutta la filiera dell’innovazione nautica nell’Adriatico.

 

Questo traguardo è il frutto di una visione chiara: da un lato, la volontà dell’amministrazione comunale di scommettere su un evento capace di coniugare sviluppo, identità e sostenibilità; dall’altro, la tenacia dei nostri cantieri, dei produttori di imbarcazioni di lusso e di barche della tradizione veneziana, che hanno colto in questa vetrina internazionale un’occasione per rilanciare la propria eccellenza proponendo modelli sempre più innovativi e a basso impatto ambientale.

 

Il Salone Nautico di Venezia è molto più di una manifestazione espositiva: è un contraltare naturale al Salone di Genova, con l’ambizione – oggi fondata – di portare nell’Adriatico quella cultura della costruzione di yacht e della nautica di qualità che ha storicamente trovato espressione soprattutto sul versante tirrenico. Venezia dimostra di poter essere protagonista di questa nuova stagione industriale, in grado di generare valore aggiunto, occupazione qualificata e sviluppo sostenibile, contribuendo in modo concreto al PIL nazionale e al mercato dello yachting italiano.

 

Il nostro apprezzamento va anche al lavoro che si sta portando avanti all’Arsenale, cuore simbolico e operativo di questa trasformazione: un progetto di rigenerazione che fonde tradizione e futuro, aprendo spazi pubblici, rafforzando la vocazione produttiva e rilanciando l’identità marittima della città.

 

Come Azione Venezia, siamo convinti che questa iniziativa debba continuare e crescere, indipendentemente dalle contingenze politiche. Il Salone è oggi uno degli assi strategici di Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, ed è nostro dovere consolidarne i risultati, puntando su filiere territoriali, nuove competenze e internazionalizzazione.

 

A tutte e tutti coloro che lavorano perché questo evento sia ogni anno un successo – dalle istituzioni ai cantieri, dai tecnici agli espositori – va il nostro più sentito ringraziamento.

 

Paolo Bonafè  – Segretario comunale – Azione Venezia

Enrica Missaglia – Delegato trasporti e cantieristica

 

 

STADIO NUOVO, ADESSO NON SI SBAGLI LA FUTURA GESTIONE

2025-04-19 Nuova Venezia con lo stadio nuovo progetto di riutilizzo del Penzo a Venezia2

La giornata di oggi è senza dubbio “storica” per quanto riguarda lo sport veneziano, finalmente con il via libera di CONI e Giunta comunale si è dato il via libera alla costruzione esecutiva del nuovo stadio a Tessera all’interno del Bosco dello Sport.

Come Azione riteniamo quest’opera come quella della futura arena, indispensabili per proiettare anche in termini sportivi, sociali e culturali tutta la nostra provincia verso un futuro competitivo e attrattivo.

La scelta dell’impegno finanziario da parte dell’amministrazione comunale nella costruzione dello stesso stadio, e’ comunque stata un “extrema ratio”, dinnanzi ai molteplici fallimenti di progetti privati e mai sostenibili economicamente presentati in questi decenni.

Ben venga questa nuova opportunità di crescita sportiva e sociale per il nostro territorio, resta però fondamentale la fase del futuro affidamento dell’impianto stesso ad una società che sia in grado di garantire una puntuale manutenzione sul lungo termine e ne sappia sviluppare le potenzialità economiche per renderlo fruibile 7 giorni su 7 , sgravando di fatto l’amministrazione comunale da ulteriori aggravi di bilancio futuri.

Si trovi già ora infine, un nuovo utilizzo dello Stadio Penzo che rappresenta ormai un “pezzo” di storia di questa città, e si eviti di abbandonarlo o trasformarlo nell’ennesima attività ricettiva a scapito dei residenti.

Interventi di Paolo Bonafè alla Trasmissione Focus su Rete Veneta del 28/01/2025

Questi sono i miei interventi nella trasmissione Focus del 28 gennaio 2025 su Rete Veneta,  con moderatore il direttore Luigi Bacialli .

Abbiamo discusso sull’informazione di garanzia ricevuta poche ore prima dalla Premier Meloni, assieme ai ministri Nordio, Piantedosi e al sottosegretario  Mantovano,

Vi è un punto che ritengo importante e centrale dell’ agire di un politico, ed è la  questione ETICA .

Questo è un valore ed un principio che al giorno d’oggi viene  poco considerato, se non sconosciuto,  ma che dovrebbe essere invece la stella polare di chi si impegna in politica e che vuole rappresentare la POLIS.

Si dovrebbe poter far politica in piena trasparenza,  senza poter essere ricattabile.

Purtroppo se i partiti non ritornano ai valori fondanti non vi sarà futuro per la politica e per il buon governo.