ESITO DEL VOTO E NUOVE PROSPETTIVE

L’importante affermazione del Partito Democratico alle elezioni Europee, non rappresenta una sicurezza per le sfide elettorali che nel 2015 ci attendono a Venezia e nel Veneto: si tratta infatti di elezioni amministrative che prevedono, fra l’altro, un diverso sistema elettorale e mettono in campo attori diversi. A sostegno di questo mio ragionamento, porto come esempio il recente comportamento degli elettori nelle elezioni amministrative del nostro territorio, pur contemporanee alle europee. Prendiamo i casi di Scorzè e di tanti comuni della nostra Provincia dove si andrà al ballottaggio, o il caso di Padova dove il nostro candidato, Rossi, andrà al ballottaggio contro il candidato della Lega, Bitonci cui, all’avvio della campagna elettorale, non si sarebbe attribuita una simile chance. Lo scenario espresso dai nostri territori non va sottovalutato e ci offre dati, non del tutto in linea, con la straordinaria maggioranza ottenuta dal Pd nelle europee a livello regionale(una media del 42% dei consensi). Si tratta di esiti che devono interrogarci e renderci consapevoli che il successo nazionale è dovuto al richiamo politico della figura di Matteo Renzi e alla sua concreta volontà di cambiamento: 1) la capacità di rinnovare linguaggi e metodi politici (basti solo pensare all’impatto mediatico di aver candidato tutte donne quali capilista nelle varie circoscrizioni); 2) l’aver legato queste elezioni ad una nuova speranza per l’Italia (contrapponendo questa ad un’altra emozione che è la paura, evocata da altri partiti); 3) la determinazione nell’affermare la qualità e l’incisività della nostra presenza in Europa per portare un cambiamento di rotta alle politiche, soprattutto a quelle economiche 4) le manovre messe in campo sulla spesa pubblica e sulla farraginosa macchina dello Stato, che hanno già permesso il recupero di risorse a favore delle famiglie e del ceto medio. 5) l’impego preso con gli Italiani di sburocratizzare lo Stato e di intervenire sul tema lavoro a difesa dei piu’ deboli Sono questi fatti che hanno portato gli Italiani a votare PD il 25 maggio, nella speranza e nel convincimento che un’altra Italia sia concretamente possibile. Questa analisi viene suffrgata anche da sondaggi di Bimediasondaggi che circolano in rete (vedi Bidimedia) e che spiegano come il 10% degli elettori ha votato il PD perché guidato da Renzi, che i maggiori elettori del PD sono le donne e che anche gli imprenditori ed autonomi hanno preferito il PD. Questi fattori, vincenti sul piano nazionale, non saranno automaticamente trasferibili come elementi di forza per aggiudicarsi il voto alle amministrative 2015. Qui peserà sicuramente il ruolo che gli enti locali si sono dovuti assumere come esattori, fissando alte tassazioni per garantire l’erogazione dei servizi, ma anche si giocherà la capacità di dare risposta alla profonda richiesta di rinnovamento dei cittadini e di elaborare strategie e proposte concrete di intervento. Su questa partita, il PD locale, a partire dalle importanti indicazioni offerte dagli esiti del 25 maggio, deve avviare un immediato confronto, in primis, al proprio interno, ma anche e con urgenza, con la pluralità degli interlocutori di sistema e i cittadini, per elaborare un progetto condiviso per Venezia e il Veneto, capace di dare risposte alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo e di ridisegnare il futuro del nostro territorio. Paolo Bonafè Componente Direzione Comunale PD Venezia