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	<title>Paolo Bonafè &#187; Cultura</title>
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	<description>La vita può essere capita sollo all&#039;indietro ma va vissuta in avanti (Soren Kierkegaard)</description>
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		<title>L’INSEGNAMENTO DI ALDO MORO COME GUIDA ALL’IMPEGNO POLITICO DEL CATTOLICO</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 16 marzo è l’anniversario della strage di via Fani. Quarantacinque anni fa morivano cinque uomini della scorta e rapito l’On. Aldo Moro. Per i più giovani è una data come un’altra per chi ha superato gli “anta” è stata la sconfitta dello Stato e la morte della prima Repubblica. Forse le nuove generazioni non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2026/03/2026-03-16-locandina-moro.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1784" src="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2026/03/2026-03-16-locandina-moro-300x200.png" alt="2026-03-16 locandina moro" width="300" height="200" /></a></p>
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<div dir="auto">Oggi 16 marzo è l’anniversario della strage di via Fani.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Quarantacinque anni fa morivano cinque uomini della scorta e rapito l’On. Aldo Moro. Per i più giovani è una data come un’altra per chi ha superato gli “anta” è stata la sconfitta dello Stato e la morte della prima Repubblica.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Forse le nuove generazioni non sanno neppure cosa sia successo allora, chi fosse stato Aldo Moro o come visse l’Italia democratica in quegli anni del terrore: il rapimento di Moro e la sua uccisione, dopo 56 giorni di prigionia, segnarono in modo lacerante e irreversibile la storia della nostra Repubblica.</div>
<div dir="auto">Chi era Aldo Moro?</div>
<div dir="auto">Era un rappresentante, forse il più significativo di una generazione di giovani intellettuali cattolici che, al termine del secondo conflitto mondiale, volle, nel solco tracciato da Alcide De Gasperi, dedicarsi alla fondazione e costruzione dello stato democratico, prima nell’assemblea costituente, e poi nell’azione di governo.</div>
<div dir="auto">Moro fu leader di quel cattolicesimo democratico cui va il merito di aver dimostrato che esiste una conciliabilità fra cristianesimo e democrazia, anzi la possibilità di un arricchimento della democrazia attraverso i valori e la tradizione religiosa.</div>
<div dir="auto">In lui erano presenti una grande capacità di dialogo e di ascolto delle ragioni dell’altro, di lucidità nella lettura dei segni di cambiamento nella storia del nostro paese, di apertura a nuove prospettive dell’azione politica, costruendo le condizioni per l’entrata dell’allora Partito Comunista Italiano nell’area del governo.</div>
<div dir="auto">Raffinato intellettuale, politico sapiente, rimase sempre un uomo profondamente fedele e coerente ai valori del cattolicesimo, il suo pensiero, sul rapporto fra i cattolici impegnati in politica e la Chiesa, è ancora oggi di assoluta attualità e modernità.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Moro nel discorso di commemorazione per la morte di Luigi Sturzo (1959), rispondendo alle preoccupazioni espresse dalla Chiesa italiana, disse: «Luigi Sturzo ebbe certo presente in ogni momento la complessità della vita umana, la diversità dei valori, la distinzione dei piani nei quali si esplica l’attività umana. La Chiesa assunse per lui, sacerdote di fede e di piissima vita, posizione morale dominante. Ma, contrariamente a quanto è stato sostenuto, essa, in Sturzo, non assorbe, non oscura, non umilia lo Stato, il cui valore, il cui prestigio, la cui funzione egli affermò vigorosamente oltre tutto con una lunga milizia politica attenta ad ogni problema, preoccupata di ogni sbocco delle vicende sociali, indirizzata costantemente al valore, ad ogni valore, dell’esperienza statuale. L’azione dei cattolici nello Stato, svolta in piena autonomia e sotto la propria responsabilità, è appunto un omaggio reso allo Stato, un inserimento nello Stato mediante l’accettazione del suo valore. Essa, nell’uguaglianza democratica che è legge della convivenza, nella costante ispirazione agli ideali cristiani, è un contributo originale di pensieri e di valori morali, un’efficace difesa della propria intuizione del mondo, ma non è un’opportunistica appropriazione dello Stato, perché, snaturato e deformato, serva ad altro. L’autonomia dell’azione dei cattolici è segno e presupposto dell’autonomia dello Stato nel proprio ordine, autonomia che implica un valore proprio di esso e la permanente garanzia della vita democratica nel suo significato d’incessante ricerca, di confronto, di libertà».</div>
<div dir="auto">E, ancora, al congresso di Napoli del 1962, Moro riprenderà la questione della difficoltà e della fatica che comporta l’essere cattolici impegnati in politica, con questo passaggio della sua relazione: «per svolgere con vantaggio il difficile processo di attuazione della idea cristiana nella vita sociale […]. Anche per non impegnare in una vicenda estremamente difficile e rischiosa l’autorità spirituale della Chiesa c’è l’autonomia dei cattolici impegnati nella vita pubblica […]. L’autonomia è la nostra assunzione di responsabilità, è il nostro correre da soli il nostro rischio, è il nostro modo personale di rendere un servizio e di dare, se è possibile, una testimonianza di valori cristiani nella vita sociale. E nel rischio che corriamo, nel carico che assumiamo c’è la nostra responsabilità morale e politica… ».</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Da questo credo si possa evincere un grande insegnamento che è la “lezione morotea” della laicità, dello sforzo di comprensione, del rispetto, dell’ascolto reciproco. E dell’inquietudine, che accompagna sempre l’impegno politico dei cristiani ed è il loro destino. Ma che «è pur sempre un grande destino» diceva Moro.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Per non dimenticare. Da allora non abbiamo più avuto un vero politico  come Lui, rispettoso della Costituzione e delle minoranze. Un vero uomo dello Stato, un grande statista.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Paolo Bonafé</div>
<div dir="auto">Coordinatore  Comunale Unione di Centro &#8211; UDC Venezia</div>
</div>
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		<title>Denatalità: i giovani vorrebbero figli, ma il mondo attorno a loro li ostacola.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 11:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[giovani e lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Denatalità: i giovani vorrebbero figli, ma il mondo attorno a loro li ostacola. Il desiderio di diventare genitori non è scomparso: il 62% dei giovani tra i 18 e i 34 anni sogna almeno un figlio. Ma sogno e realtà non coincidono. Stipendi bassi, precarietà lavorativa, affitti insostenibili, mancanza di servizi per l’infanzia e assenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> Denatalità: i giovani vorrebbero figli, ma il mondo attorno a loro li ostacola.</p>
<p>Il desiderio di diventare genitori non è scomparso: il 62% dei giovani tra i 18 e i 34 anni sogna almeno un figlio. Ma sogno e realtà non coincidono.</p>
<p> Stipendi bassi, precarietà lavorativa, affitti insostenibili, mancanza di servizi per l’infanzia e assenza di politiche familiari trasformano la genitorialità in un lusso per pochi o in un salto nel vuoto.</p>
<p>A Venezia, tutto questo è amplificato: pochi asili, poche case a prezzi accessibili, opportunità ridotte. E chi vuole mettere su famiglia spesso è costretto ad andarsene.</p>
<p> Serve un nuovo patto sociale per la genitorialità:<br />
✅ Più asili nido pubblici e accessibili<br />
✅ Congedi parentali retribuiti anche per i padri<br />
✅ Sgravi fiscali e bonus per chi ha figli<br />
✅ Lavoro flessibile e stabile, non penalizzante per le madri<br />
✅ Accesso garantito alla PMA per tutte le coppie</p>
<p> La denatalità non è solo un problema statistico, è una ferita aperta sul futuro.<br />
 Aiutare i giovani a costruire una famiglia è un investimento sulla nostra città e sulla nostra società.</p>
<p>️ Azione Venezia c’è. Per una Venezia che torni ad essere una città dove si può scegliere di restare, vivere e generare futuro.</p>
<p>Paolo Bonafé – Segretario comunale Azione Venezia</p>
<p>#AzioneVenezia #Genitorialità #Denatalità #PoliticheFamiliari #FuturoAiGiovani #VeneziaViva #EquitàGenerazionale</p>
<p>https://www.chioggiaazzurra.it/web/site/dettaglio?art=7791&#038;t=DENATALITA%27+E+PRECARIETA%27%3A+AZIONE+VENEZIA+LANCIA+UN+PATTO+SOCIALE+PER+LA+GENITORIALITA%27</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>AZIONE VENEZIA</p>
<p>COMUNICATO STAMPA &#8211; Venezia, 27 luglio 2025<br />
Denatalità, giovani ostaggio della precarietà &#8211; serve un nuovo patto sociale per la genitorialità<br />
L’Italia è sempre più un Paese per vecchi. Il calo delle nascite ha raggiunto livelli drammatici: nel 2024 il tasso di fecondità si è fermato a 1,18 figli per donna, sotto il minimo storico. Non è disinteresse verso la genitorialità: i giovani i figli li vorrebbero eccome. Ma il contesto – lavorativo, economico, abitativo – è profondamente ostile a questa scelta.<br />
I dati raccolti dall’Osservatorio Fragilitalia e diffusi dal Centro Studi Legacoop e Ipsos parlano chiaro: il problema non è culturale ma sistemico. Oltre il 90% dei giovani denuncia stipendi troppo bassi e un costo della vita sempre più insostenibile. La mancanza di stabilità lavorativa, l’impossibilità di conciliare orari e stress con una vita familiare, la carenza di case dignitose e accessibili, l’assenza di reali sostegni pubblici: tutto contribuisce a trasformare il desiderio di avere figli in un privilegio per pochi o in un salto nel vuoto.<br />
Venezia, con la sua fragilità economica e residenziale, non fa eccezione. La nostra città paga doppio il prezzo della denatalità: da un lato l’invecchiamento costante della popolazione, dall’altro l’esodo giovanile causato da affitti alle stelle, opportunità occupazionali precarie e una qualità della vita sempre più sbilanciata.<br />
Per questo Azione Venezia propone un patto politico e culturale per una nuova genitorialità, basato su tre pilastri: sostegno concreto, cambiamento culturale e incentivi mirati.<br />
1. Politiche di sostegno alla genitorialità<br />
* Potenziare gli asili nido pubblici, con accesso agevolato per le famiglie a basso ISEE e con più figli.<br />
* Rafforzare i congedi parentali retribuiti, con attenzione anche alla paternità, troppo spesso trascurata.<br />
* Ampliare l’assegno unico e introdurre nuovi bonus nascita e detrazioni fiscali sulle spese familiari.<br />
* Sostenere il lavoro femminile con vere politiche di conciliazione tra vita e lavoro: smart working, flessibilità, orari compatibili.<br />
2. Cambiamento culturale e sociale<br />
* Introdurre percorsi di educazione alla genitorialità nelle scuole e nei servizi territoriali.<br />
* Promuovere una genitorialità paritaria, dove madri e padri abbiano eguali diritti e doveri.<br />
* Contrastare la “motherhood penalty”, ovvero la penalizzazione economica e di carriera che colpisce le donne che scelgono di avere figli.<br />
* Facilitare l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, anche per coppie non sposate o LGBTQ+.<br />
3. Incentivi economici strutturali<br />
* Introdurre detrazioni fiscali maggiorate per le famiglie con figli.<br />
* Prevedere contributi a fondo perduto per i nuclei con reddito medio-basso che scelgono di avere figli.<br />
* Avviare forme di decontribuzione per le madri lavoratrici, in particolare per chi ha più figli.<br />
Infine, è ora che l’Italia – come altri Paesi europei – affronti con coraggio anche il tema dell’immigrazione regolare, legandola a percorsi di integrazione reale e di sostegno al ricambio generazionale.<br />
La denatalità non è solo una crisi demografica. È una crisi della fiducia nel futuro.<br />
Ridare ai giovani la possibilità di scegliere liberamente se e quando diventare genitori significa costruire una società più equa, viva e solidale.</p>
<p>Azione Venezia è pronta a fare la sua parte, sul territorio e nelle istituzioni.</p>
<p>Paolo Bonafé &#8211; Segretario comunale Azione Venezia</p>
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		<title>QUARTIERI AD ALTA PRESENZA STRANIERA &#8211; SERVE UNA POLITICA DI INTEGRAZIONE SERIA, NON LA RETORICA DELL’UNO CONTRO L’ALTRO</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 11:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[giovani e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei quartieri di Marghera, Catene e Malcontenta, la percentuale di cittadini stranieri ha superato il 28% della popolazione residente. Anche Mestre centro presenta dati simili. È un cambiamento evidente a chi vive questi territori ogni giorno: lo si vede nelle scuole, nei parchi, nei negozi. Famiglie giovani, spesso numerose, che contribuiscono a tenere viva la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-15-at-13.45.14.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1692" src="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-15-at-13.45.14-300x221.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025-07-15 at 13.45.14" width="300" height="221" /></a></p>
<p>Nei quartieri di Marghera, Catene e Malcontenta, la percentuale di cittadini stranieri ha superato il 28% della popolazione residente. Anche Mestre centro presenta dati simili.</p>
<p>È un cambiamento evidente a chi vive questi territori ogni giorno: lo si vede nelle scuole, nei parchi, nei negozi. Famiglie giovani, spesso numerose, che contribuiscono a tenere viva la componente demografica di una città sempre più anziana. Ma ignorare questa realtà significa trasformare una risorsa in un problema. Le criticità già emergono: classi scolastiche fortemente polarizzate, tensioni sociali, pressione crescente sui servizi e – soprattutto – una narrazione tossica del “noi contro loro” che alimenta paura, rabbia e chiusura.</p>
<p>La preoccupazione delle famiglie italiane, la paura di perdere il lavoro o di veder peggiorare la qualità dell’istruzione è comprensibile. Ma la risposta non può essere l’esclusione o il rifiuto generalizzato. Se non si governa per tempo questa transizione, il rischio è la formazione di ghetti scolastici e urbani, dove la convivenza lascia spazio all’isolamento, e i giovani – italiani e stranieri – crescono separati, sospesi tra mondi che non si parlano più.</p>
<p>L’erosione della fiducia istituzionale – quando Comune, Municipalità o servizi sembrano assenti – è un moltiplicatore di disagio. Da qui nasce il terreno fertile per populismi, xenofobia e reazioni difensive. Come Azione Venezia, rifiutiamo questa deriva.</p>
<p>Crediamo in una politica di integrazione che non sia dell’uno contro l’altro, ma che metta al centro la mediazione culturale, la scuola come spazio comune, e una visione integrata tra politiche educative, sociali e urbane. Esistono in Italia esperienze che dimostrano come una diversità ben gestita diventa una risorsa, non un problema. La scuola può diventare un laboratorio di convivenza se affiancata da risorse adeguate, presenza pubblica nei quartieri, e progetti educativi chiari.</p>
<p>Chiediamo:</p>
<ul>
<li>un piano globale e strutturato per l’integrazione scolastica e sociale,</li>
<li>la creazione di reti tra scuola, servizi sociali e famiglie,</li>
<li>un coordinamento stabile tra Comune e Municipalità,</li>
<li>una gestione trasparente e meritocratica delle opportunità di cittadinanza attiva.</li>
</ul>
<p>Marghera, Catene e Malcontenta non sono periferie marginali, ma il fronte urbano del futuro veneziano. Possiamo abbandonarli, oppure costruire lì un nuovo modello di convivenza urbana. Serve una scelta politica chiara. E serve adesso.</p>
<p><strong>Paolo Bonafé -</strong> Segretario Comunale di Azione Venezia</p>
<p><strong>Fiorella Mameli -</strong> Delegata Scuola e Università – Azione Venezia</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Difendiamo le capannine dei Murazzi: un gesto di civiltà e buon senso</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 07:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[https://www.facebook.com/share/19HZCmrdED/? https://www.chioggiaazzurra.it/web/site/dettaglio?art=7640&#38;t=LE+CAPANNINE+DEI+MURAZZI+NON+SONO+ABUSI%3A+CITTADINI+E+ATTIVISTI+CHIEDONO+IL+BLOCCO+DELLE+DEMOLIZIONI Come Azione Venezia, esprimiamo il nostro pieno sostegno alla raccolta firme in difesa delle capannine dei Murazzi al Lido di Venezia, oggi oggetto di una inspiegabile operazione di rimozione. Queste piccole strutture, nate dall’ingegno dei residenti con materiali di recupero, rappresentano da anni un simbolo di cura e rispetto del territorio, un punto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.facebook.com/share/19HZCmrdED/?">https://www.facebook.com/share/19HZCmrdED/?</a></p>
<p><a href="https://www.chioggiaazzurra.it/web/site/dettaglio?art=7640&amp;t=LE+CAPANNINE+DEI+MURAZZI+NON+SONO+ABUSI%3A+CITTADINI+E+ATTIVISTI+CHIEDONO+IL+BLOCCO+DELLE+DEMOLIZIONI">https://www.chioggiaazzurra.it/web/site/dettaglio?art=7640&amp;t=LE+CAPANNINE+DEI+MURAZZI+NON+SONO+ABUSI%3A+CITTADINI+E+ATTIVISTI+CHIEDONO+IL+BLOCCO+DELLE+DEMOLIZIONI</a></p>
<p>Come Azione Venezia, esprimiamo il nostro pieno sostegno alla raccolta firme in difesa delle capannine dei Murazzi al Lido di Venezia, oggi oggetto di una inspiegabile operazione di rimozione.</p>
<p>Queste piccole strutture, nate dall’ingegno dei residenti con materiali di recupero, rappresentano da anni un simbolo di cura e rispetto del territorio, un punto di riferimento per famiglie, anziani, bambini e turisti. Non sono costruzioni invasive, né ostacolano la funzione protettiva dei Murazzi; al contrario, si integrano perfettamente con il paesaggio storico e naturale, offrendo riparo e rendendo più fruibile e accogliente il litorale.</p>
<p>Non possiamo dimenticare che fu lo stesso Sindaco Luigi Brugnaro, nel 2018, a difendere strutture analoghe a Pellestrina, definendole “parte del paesaggio tipico dell’arenile”. Oggi ci chiediamo cosa sia cambiato e perché si voglia cancellare un’esperienza di partecipazione civica, di cura spontanea e intelligente dello spazio pubblico.</p>
<p>In un’epoca in cui si parla di sostenibilità, di valorizzazione degli spazi condivisi e di responsabilità ambientale, è assurdo che si scelga di impiegare risorse per distruggere ciò che funziona, anziché migliorare ciò che manca.</p>
<p>Per questo chiediamo alle istituzioni competenti di fermare immediatamente la rimozione e di aprire un dialogo serio con la cittadinanza per una soluzione condivisa. Difendere queste capannine significa difendere l’identità del Lido, il diritto a uno spazio pubblico accogliente, vivo e accessibile a tutti.</p>
<p>Invitiamo tutti i cittadini a firmare la petizione per salvare le capannine e a far sentire la propria voce. I Murazzi non devono diventare un luogo vuoto, ma rimanere un simbolo di inclusione e di comunità.</p>
<p><strong>Paolo Bonafé</strong> &#8211; Segretario Comunale di Azione Venezia</p>
<p><strong>Fosca Moro</strong> &#8211; Responsabile under 30</p>
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		<title>Violenza sulle donne, dati in crescita &#8211; bene il modello Chioggia, da estendere a tutta la provincia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 06:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati nazionali confermano una realtà allarmante: in Italia, nel 2025, si registra un forte aumento degli accessi ai centri antiviolenza. La violenza di genere, in particolare quella fisica, sessuale e psicologica, continua a rappresentare una parte significativa dei reati denunciati, con percentuali che variano tra il 74% e il 93% nei casi di maltrattamenti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I dati nazionali confermano una realtà allarmante: in Italia, nel 2025, si registra un forte aumento degli accessi ai centri antiviolenza. La violenza di genere, in particolare quella fisica, sessuale e psicologica, continua a rappresentare una parte significativa dei reati denunciati, con percentuali che variano tra il 74% e il 93% nei casi di maltrattamenti, violenze sessuali e stalking.</p>
<p>Nel 2024 i centri antiviolenza italiani hanno accolto in media oltre 2.180 donne ogni mese, in crescita rispetto alle circa 1.920 del 2023. Questi numeri dimostrano quanto sia fondamentale rafforzare il ruolo dei centri antiviolenza, che rappresentano luoghi di ascolto, protezione e rinascita per chi subisce violenza.</p>
<p>Anche il nostro territorio non è esente da questo fenomeno. A Chioggia, il Centro Antiviolenza “Civico Donna”, gestito dalla Cooperativa Rel.Azioni Positive, ha accolto ben 35 donne nei primi tre mesi del 2025. Si tratta di un servizio di ascolto, sostegno psicologico e consulenza legale gratuito, realizzato in sinergia con i Comuni di Chioggia (capofila), Cavarzere e Cona, e con la collaborazione di scuole, forze dell’ordine, pronto soccorso e associazioni locali.</p>
<p>L’amministrazione comunale di Chioggia, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e sociali del territorio, ha saputo mettere in campo un modello virtuoso di rete e di prevenzione, che non si limita a intervenire sull’emergenza, ma punta anche sulla sensibilizzazione, coinvolgendo le scuole, i giovani e tutta la comunità.</p>
<p>Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di buona politica e buona amministrazione, che merita di essere rafforzata a Chioggia e adottata anche dagli altri Comuni della provincia di Venezia.</p>
<p>Occorre costruire una rete stabile e omogenea, capace di offrire ovunque lo stesso livello di protezione, ascolto e sostegno, perché nessuna donna si senta sola o abbandonata, indipendentemente da dove viva.</p>
<p>Come Azione Venezia sosteniamo convintamente il lavoro avviato a Chioggia e ribadiamo che la lotta contro la violenza di genere deve restare una priorità per tutti i territori. Solo con collaborazione, investimenti e responsabilità condivisa si può costruire una comunità più sicura e più giusta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Paolo Bonafè</strong> &#8211; Vicesegretario Vicario Metropolitano di Azione Venezia  &#8211; Delegato per Chioggia</p>
<p><strong>Paola Garbin</strong> – Responsabile Azione Cavarzere e Cona</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Università e conoscenza il motore dell’Italia di domani parte da Venezia</title>
		<link>https://www.paolobonafe.it/blog/?p=1658</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 12:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Venezia, 26 giugno 2025 – L’incontro tenutosi con rappresentanti di importanti istituzioni veneziane – incontro che si è rivelato particolarmente denso e stimolante – conferma una convinzione che, come Azione Venezia, abbiamo sempre posto al centro della nostra visione: la conoscenza è la chiave dello sviluppo sociale, economico e democratico di un Paese. Nel mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venezia, 26 giugno 2025 –</p>
<p>L’incontro tenutosi con rappresentanti di importanti istituzioni veneziane – incontro che si è rivelato particolarmente denso e stimolante – conferma una convinzione che, come Azione Venezia, abbiamo sempre posto al centro della nostra visione: la conoscenza è la chiave dello sviluppo sociale, economico e democratico di un Paese.</p>
<p>Nel mondo globalizzato, nessuna società può pensare di mantenere livelli adeguati di benessere senza investire con decisione sulla formazione critica, di base e applicata. Le università sono i luoghi dove si crea il futuro, attraverso la ricerca, l’innovazione e lo scambio internazionale. Venezia ha il privilegio e la responsabilità di ospitare poli di eccellenza come Ca’ Foscari, lo IUAV e l’Università di Padova: realtà che formano la futura classe dirigente italiana ed europea, e che vanno tutelate e potenziate.</p>
<p>Il nostro impegno va in questa direzione. Dobbiamo affrontare senza esitazione i nodi strutturali che limitano il potenziale di questi atenei:</p>
<p>– <strong>Il mismatch tra formazione e mercato del lavoro</strong>, che spinge molti giovani talenti a emigrare altrove, disperdendo competenze preziose;</p>
<p>– <strong>La scarsa propensione delle imprese venete all’innovazione tecnologica causata da una burocrazia troppo pressante  </strong>frena sia la crescita del tessuto produttivo che la collaborazione virtuosa con il mondo accademico;</p>
<p>– <strong>La difficoltà di accesso agli alloggi</strong>, acuita dalla diffusione incontrollata di B&amp;B e affitti brevi, che penalizza fortemente studenti e dottorandi.</p>
<p>Azione Venezia sostiene con forza progetti innovativi e concreti come quello che ha visto la realizzazione di oltre 2.000 posti letto per studenti al Lido. È una strada da percorrere con coraggio e ambizione, anche aprendosi al coinvolgimento di capitali privati e internazionali, non come carità o filantropia, ma come <strong>partecipazione strutturata a progetti ad alto impatto culturale e sociale, così come suffragato dal  piano scuola di Azione Nazionale per il quale stanno lavorando anche i nostri territori </strong>.</p>
<p>Riteniamo inoltre che serva una riforma complessiva dei criteri di finanziamento delle università, oggi legati a meccanismi rigidi e automatici. Non tutte le realtà sono uguali: è giusto riconoscere e sostenere maggiormente quelle che hanno dimostrato un impatto reale sul territorio e una rete di relazioni internazionali qualificata.</p>
<p>Infine, siamo preoccupati per la proliferazione incontrollata delle università telematiche, che rischia di svilire l’autenticità dell’esperienza educativa, sostituendo lo scambio vivo tra docenti, studenti e territorio con un apprendimento troppo spesso solitario e impoverito.</p>
<p>Venezia ha tutte le carte in regola per essere un laboratorio di eccellenza, dove cultura, conoscenza e impresa possano incontrarsi per costruire un futuro più giusto e competitivo. Noi ci siamo.</p>
<p><strong>Paolo Bonafé</strong> – Segretario comunale Azione Venezia</p>
<p><strong>Raffaele Santoro</strong> – Delegato Cultura e Beni Culturali Azione Venezia</p>
<p><strong>Fiorella Mameli</strong> – Delegata Scuola e Università Azione Venezia</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Plaude all’intesa tra il Ministro Valditara e il Presidente Buttafuoco:  un’opportunità straordinaria per avvicinare i giovani all’arte e alla cultura</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 06:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Azione Venezia esprime profonda soddisfazione per la sottoscrizione del protocollo d’intesa triennale tra il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, finalizzato ad avvicinare le nuove generazioni al patrimonio culturale attraverso percorsi educativi, laboratori creativi e attività guidate nelle sedi della prestigiosa istituzione veneziana; perché finalmente si valorizza l’incontro tra il mondo della scuola e quello dell’arte contemporanea, trasformando Venezia in un’aula diffusa, viva e inclusiva, dove la cultura diventa leva di crescita personale e collettiva.</p>
<p>Il protocollo, che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado in tutta Italia, rappresenta un salto di qualità nell’offerta educativa, grazie a strumenti innovativi e inclusivi che permetteranno a migliaia di studenti di sperimentare linguaggi artistici nuovi e complessi: dalle arti visive alla danza, dal teatro all’architettura fino al cinema immersivo.</p>
<p>L’impegno della Biennale nel garantire percorsi calibrati per fasce d’età e grado scolastico, insieme ai servizi di trasporto facilitati, rafforza la dimensione accessibile e democratica dell’iniziativa.</p>
<p>Come Azione crediamo che questo progetto risponda concretamente al bisogno di una scuola capace di dialogare con il presente, di stimolare creatività e pensiero critico nei giovani cittadini ed è anche una grande occasione per Venezia: una città che può e deve essere motore culturale e educativo per il Paese intero.</p>
<p>Per quello che sarà nelle nostre possibilità continueremo a sostenere e promuovere tutte le azioni che, come questa, contribuiscono a costruire una scuola aperta, dinamica e in dialogo con il territorio e le sue eccellenze.</p>
<p><strong>Paolo Bonafè &#8211; </strong><em>Segretario comunale di Azione Venezia</em></p>
<p><strong>Fiorella Mameli &#8211; </strong><em>Delegata Istruzione e Università – Azione Venezia</em></p>
<p><em> </em><strong>Raffaele Santoro </strong><em>– Delegato Cultura e Conservazione Beni Culturali</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MOSCHEA A MESTRE: ORA È UFFICIALE, LA PROPOSTA DI AZIONE DIVENTA REALTÀ</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2025 09:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/05/2025-05-09-Gazzettino-MOSCHEA-A-MESTRE-ORA-È-UFFICIALE-LA-PROPOSTA-DI-AZIONE-DIVENTA-REALTÀ.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1609" src="https://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/05/2025-05-09-Gazzettino-MOSCHEA-A-MESTRE-ORA-È-UFFICIALE-LA-PROPOSTA-DI-AZIONE-DIVENTA-REALTÀ-300x234.jpg" alt="2025-05-09 Gazzettino MOSCHEA A MESTRE ORA È UFFICIALE, LA PROPOSTA DI AZIONE DIVENTA REALTÀ" width="300" height="234" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lega: «No alla moschea in via Giustizia». Azione Venezia: «Bene il preliminare»</p>
<p><a href="https://www.veneziatoday.it/politica/lega-no-alla-moschea-via-giustizia-azione-venezia-sostiene-progetto.html" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.veneziatoday.it/politica/lega-no-alla-moschea-via-giustizia-azione-venezia-sostiene-progetto.html&amp;source=gmail&amp;ust=1746876329722000&amp;usg=AOvVaw1--aPbJSdhqvBYpiqQS5BP">https://www.veneziatoday.it/<wbr></wbr>politica/lega-no-alla-moschea-<wbr></wbr>via-giustizia-azione-venezia-<wbr></wbr>sostiene-progetto.html</a></p>
<p>Venezia, 8 maggio 2025 – Con la firma del preliminare d’acquisto dell’area dell’ex segheria Rosso di via Giustizia da parte della fondazione della Comunità bengalese, si compie un primo passo concreto verso la realizzazione della Moschea a Mestre. Un progetto di rigenerazione urbana, inclusione e civiltà che Azione Venezia rivendica con orgoglio, poiché <strong>fu proprio la nostra forza politica, con un comunicato ufficiale del 31 marzo scorso, a proporre pubblicamente questa soluzione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra proposta partiva da un dato evidente: migliaia di cittadini di fede islamica si ritrovano a celebrare momenti fondamentali della loro vita religiosa in luoghi improvvisati e spesso inadeguati. Durante il Ramadan appena concluso, Mestre ha visto i fedeli costretti a suddividersi in turni tra parchi pubblici, centri provvisori e spazi saturi. Questa realtà dimostra come <strong>una Moschea vera, stabile e decorosa non sia più rinviabile.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Azione Venezia ha indicato l’area dell’ex segheria proprio per la sua posizione strategica e per l’urgenza di sottrarla al degrado e all’illegalità. Non si tratta solo di un’opera religiosa, ma di <strong>una vera operazione di riqualificazione urbana</strong>, completamente finanziata da capitali privati e senza alcun onere per la cittadinanza. Inoltre, <strong>abbiamo suggerito, in alternativa o in aggiunta, la possibilità di prevedere in quell’area anche uno spazio cimiteriale per i defunti di fede islamica</strong>, rispondendo così a un’altra richiesta della Comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accogliamo quindi con favore e soddisfazione la notizia del preliminare firmato dalla Comunità bengalese, e chiediamo ora all’Amministrazione comunale <strong>di confermare gli impegni già assunti</strong>, garantendo il necessario supporto tecnico e urbanistico per giungere alla realizzazione del progetto nel pieno rispetto delle norme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Azione continuerà a vigilare e a sostenere questo percorso, perché una città inclusiva e sicura si costruisce solo riconoscendo pari diritti e dignità a tutti i suoi cittadini.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Paolo Bonafè – </em></strong><em>Segretario Comunale Azione Venezia</em></p>
<p><strong><em>Gennaro Marotta</em></strong><em> – Vicesegretario Comunale con delega su Mestre e Terraferma</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Moschea , perché si !</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 12:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-05-Gazzettino-Proposta-di-azione-per-Moschea-in-Via-Giustizia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1569" src="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-05-Gazzettino-Proposta-di-azione-per-Moschea-in-Via-Giustizia-300x273.jpg" alt="2025-04-05 Gazzettino - Proposta di azione per Moschea in Via Giustizia" width="300" height="273" /></a> <a href="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-05-Nuova-Venezia-proposta-di-Azioen-moschea-in-via-giustizia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1570" src="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/04/2025-04-05-Nuova-Venezia-proposta-di-Azioen-moschea-in-via-giustizia-207x300.jpg" alt="2025-04-05 Nuova Venezia - proposta di Azioen moschea in via giustizia" width="207" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>https://www.nuovavenezia.it/cronaca/azione-al-sindaco-avanti-tutta-con-la-moschea-allex-segheria-di-via-giustizia-pn1dk392</p>
<p>Il fine Ramadan ha raccolto i vari fedeli e ci ha dato una plastica idea di quanti essi siano. Ieri gli stessi si sono spalmati in tutta la città con cinque turni di preghiera tra il centro islamico di via Torino, altrettanti in quelli di Altobello e Marghera, poi al Piraghetto ed infine a San Giuliano. Praticamente i due parchi cittadini sono diventati luoghi di incontro e preghiera nel nome di Allah</p>
<p>Inoltre è da tempo che la stessa Comunità chiede al Comune che si prevedano anche altri spazi all’interno dei nostri cimiteri per potervi tumulare le persone defunte di fede musulmana secondo i loro riti.</p>
<p>Come Azione riteniamo che le persone di ogni fede religiosa abbiano diritto di poter professare liberamente il proprio credo in luoghi di culto appropriati e dedicati, così come riteniamo sia opportuno che vengano trovati al più presto altri spazi cimiteriali per i defunti di fede musulmana.</p>
<p>Per questo motivo ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale dia seguito ai buoni propositi sin qui espressi, ossia trovi un vero e sollecito accordo con la Comunità Islamica della nostra Città, affinché si arrivi effettivamente alla costruzione di una Moschea in zona ex segheria di Via Giustizia, area che oggi si presenta alquanto degradata e mal frequentata.</p>
<p>Considerato poi che la Comunità Islamica procederebbe alla realizzazione di detta Moschea con capitali interamente privati, senza alcuna spesa a carico della fiscalità generale, si chiede al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di prendere atto di questa disponibilità alla presa in carico della spesa e garantire il diritto alla professione di fede di una Comunità cosi numerosa di Cittadini che si farebbero anche carico della riqualificazione delle zone loro assegnate .</p>
<p>In alternativa all’area cimiteriale esistente, ed in accordo con la stessa comunità  islamica, Azione propone all’Amministrazione Comunale di pensare ad uno spazio uso cimitero islamico nella stessa area in cui potrebbe essere realizzata la Moschea.</p>
<p><strong>Paolo Bonafè &#8211; Segretario Comunale Azione Venezia </strong></p>
<p><strong>Gennaro Marotta – Vicesegretario delegato per Mestre e Terraferma</strong></p>
<p><strong>Venezia 31/03/2025</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo Stato dia maggior autonomia alle sue Istituzioni culturali a Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 07:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bonafe']]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-03-13-06-35-36.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1544" src="http://www.paolobonafe.it/blog/wp-content/uploads/2025/03/PHOTO-2025-03-13-06-35-36-212x300.jpg" alt="PHOTO-2025-03-13-06-35-36" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Accanto ai Musei Civici Comunali e ad Enti privati quali Chiese, Scuole Grandi e Fondazioni varie, le istituzioni culturali di emanazione statale (Biblioteca Marciana, Archivio di stato, Accademia e gli altri Musei incardinati nelle Sovrintendenze, etc.) sono chiamati ad assicurare un’adeguata gestione e valorizzazione dell’incommensurabile patrimonio artistico-culturale di Venezia.</p>
<p>Il Ministero della Cultura non sembra però essere consapevole dell’esigenza di dotare le proprie emanazioni sul territorio nazionale, e in primis quelle veneziane data l’eccezionalità del loro patrimonio, di strumenti organizzativi e finanziari idonei a svolgere adeguatamente i propri compiti.</p>
<p>Anziché proseguire nel percorso verso l’autonomia prevista per i grandi musei statali dalla legge Franceschini, applicandola in pieno alle istituzioni culturali veneziane, la riforma Sangiuliano ha creato quattro Dipartimenti centrali, accentrando l’organizzazione a Roma presso il Ministero ove si quadruplicano i posti dirigenziali, indebolendo invece le strutture regionali sul territorio.</p>
<p>In particolare, vengono aboliti i Segretari regionali, che curavano gli adempimenti amministrativi (appalti, bilanci, digitalizzazione, etc.) sempre più complessi e gravidi di responsabilità penali, il cui presidio richiede personale qualificato con esperienza adeguata nella materia.</p>
<p>La riforma Sangiuliano addossa invece questi adempimenti ai responsabili delle singole Istituzioni culturali sul territorio, privi di collaboratori esperti in materie amministrative, facendoli annegare nella burocrazia e disperdendo le loro competenze nelle scienze umanistiche di loro diretta competenza che dovrebbero invece venir espresse al più alto livello internazionale, soprattutto in una piazza prestigiosa come Venezia.</p>
<p>Che paese è questo, che dispone del più meraviglioso patrimonio culturale del mondo ed in cui gli scienziati-ricercatori vengono così sviliti?</p>
<p>E’ invece quanto mai urgente per le istituzioni culturali statali riattivare il percorso dell’autonomia almeno in sedi importanti come quella veneziana, dotandole di qualificato personale amministrativo che affianchi le professionalità umanistiche lasciandole libere di esprimersi. E proprio a Venezia potrebbe far scuola il modello di un ente statale come l’Autorità per la Laguna, che ha recentemente nominato due distinti Direttori, uno per la parte tecnica e uno per la parte amministrativa.</p>
<p><strong>Paolo Bonafè – Segretario Comunale </strong></p>
<p><strong>Raffaele Santoro – Delegato ai Beni culturali </strong></p>
<p><strong>Paolo Diprima – Delegato al Programma </strong></p>
<p><a href="https://www.linkedin.com/company/azioneveneto">https://www.linkedin.com/company/azioneveneto</a></p>
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