Le Politiche per la famiglia a Venezia

pdf00001La famiglia, intesa come primo nucleo di relazioni significative, non è solo una dimensione privata, è una risorsa vitale per l’intera collettività poichè le molteplici funzioni da essa svolte la collocano a pieno titolo come soggetto di valenza pubblica che genera valore per l’intera società.

Pertanto la famiglia viene riconosciuta come sistema complesso che svolge funzioni fondanti per la società.

Ad una concezione di famiglia, considerata come sistema, necessariamente corrisponde una vision che non confonde le politiche famigliari con le politiche sociali, ma si richiami alle politiche di sistema. Assumendo questo quadro di riferimento, parlare di politiche per la famiglia significa raccogliere la sfida di catalizzare l’attenzione di tutti gli operatori del territorio, aggegando attori e risorse che condividano l’obbiettivo di accrescere il benessere sociale, producendo un circuito virtuoso in grado di generare nuove risorse sia economiche che sociali. Perché le politiche famigliari sono soprattutto politiche di sviluppo sociale ed economico del territorio e ne aumentano l’attrattività.

Si tratta di spostare l’asse culturale che ha caratterizzato l’approccio alla famiglia, concepita come mera destinataria di interventi (concezione legata al welfare state), ad un nuovo approccio che vede la famiglia , soggetto competente, promotore di benessere e coesione sociale.

Il Piano Nazionale per la Famiglia, approvato lo scorso 7 giugno 2014, delinea le direttrici di intervento nell’ambito di un welfare definito come sostenibile e abilitante. In questo scenario la famiglia è considerata soggetto sociale su cui investire per il futuro del Paese, in termini di valorizzazione delle sue funzioni di coesione sociale ed equità fra le generazioni. Il paino nello specifico, individua , tra i propri principi ispiratori, “quello di promuovere un welfare familiare che sia compatibile con le esigenze di sviluppo del Paese, il quale richiede politiche di capacitazione (empowerment) delle famiglie anziché di mero assistenzialismo. Occorre muovere passi decisi verso un welfare abilitante, che incida sulle capacità di vita dei portatori di bisogni facendo leva proprio sulla capacità di iniziativa sociale ed economica delle famiglie. Tutto ciò richiede interventi che generino, anziché consumare capitale sociale”.

Il Piano Nazionale introduce, finalmente anche in Italia, il modello delle Alleanze Locali per la Famiglia il cui obbiettivo è di “sostenere la diffusa attivazione di reti locali, costituite dalle forze sociali, economiche e culturali che, in accordo con le istituzioni, promuovano nuove iniziative di politiche family friendly nelle comunità locali,. Il criterio fondamentale che guida questo nuovo scenario è il passaggio da una politica della spesa che promette sempre nuovi benefici agli elettori, ad una politica di orientamenti all’impegno che impegna tutti gli stakeholders verso la meta di una società amica della famiglia e cerca la collaborazione di tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti”

Le esperienze dei Paesi del Nord Europa, nella progettazione delle politiche di sviluppo territoriale, hanno dimostrato l’efficacia di ribaltare l’ottica che individua come soggetto destinatario degli interventi il cittadino-individuo e lo sostituisce con un attore complesso e dinamico, rappresentato dalla famiglia.

La Commissione Europea, per valorizzare queste esperienze, istituisce la piattaforma della “Alleanza Europea per la Famiglia”, indicando come modello di riferimento, per la progettazione delle politiche locali degli Stati Membri, proprio quello tedesco delle Alleanze Locali.

Progettare secondo questo modello, significa adottare la nuova definizione di cittadino: la visione dinamica del destinatario finale delle politiche locali, presuppone una progettazione omnicomprensiva, trasversale, a cui partecipano in modo integrato tutti i soggetti competenti.

La valorizzazione, in fase di progettazione, di tutte le competenze presenti in un territorio, garantisce l’efficienza del progetto, abbassando sia i costi di ideazione, sia quelli indiretti derivanti da sprechi e bassa funzionalità dei risultati.

Il Comune di Venezia è chiamato a rispondere a questo modello attraverso la definizione di sovrastrutturale di politiche integrate per la promozione della famiglia, della natalità e della qualità del vivere urbano, caratterizzando la nostra città come un distretto culturale e operativo di concreta politica famigliare.

Va aperta una nuova stagione di dialogo e cooperazione tra interlocutori strategici del sistema – attori pubblici, privati e sociali – per elaborare una dimensione programmatoria, capace di sviluppare un approccio unitario alla Città di Venezia – Mestre, come luogo abitato e vissuto dalle famiglie

Si tratta di avviare una coprogettazione organica fra politiche abitative, urbanistiche, ambientali, sociali, culturali e di sviluppo economico – turistico, all’interno di un processo che deve favorire tutte le condizioni per la partecipazione e per il protagonismo delle famiglie veneziane

sicurezza e rigenerazione urbana

La Nuova 29-11 Degrado e riqualificazioneIl Gazzettino 30-11-Degrado e riqualificazione

Non è da oggi che  il tema della sicurezza rappresenta una  dimensione cruciale per la vivibilità e fruibilità delle nostre città. Da anni assistiamo al fenomeno dell’ auto organizzazione dei cittadini che sperimentano diverse forme di presidio del territorio. Spesso la politica ha utilizzato in modo demagogico le paure delle persone, cercando di etichettare  le molteplici forme di  mobilitazione dei cittadini.

 Il senso di paura, espresso dalle persone, va preso in seria considerazione, ma non alimentato in modo manipolatorio.

 La paura, infatti,  può nascere da indicatori reali e concreti, ma può anche essere alimentata dalla perdita complessiva di sicurezza che sta attraversando le nostre esistenze, in questa fase storica di crisi strutturale del nostro modello economico e sociale.

 La crisi di questi anni sta mutando il volto delle nostre città che, con i numerosi negozi chiusi e le aree urbane abbandonate, diventano meno vivificate da una vitalità che scaturisce dalla fruizione quotidiana dei luoghi.

 Si tratta di un’azione che  deve prevedere – oltre all’attività di prevenzione, controllo e repressione, propria delle forze dell’ordine –  interventi sociali e progetti di riqualificazione e ripristino di quelle aree ad uso pubblico e privato. Quello che è accaduto o sta accadendo a Mestre nelle aree ex deposito ACTV  ed ex ospedale Umberto I° e, al Lido, nell’area ex Ospedale Al Mare,  ci indica quale sia la strada da percorrere .

 Una città, pertanto,  non diventa sicura  perché espelle  la presenza di persone straniere, ma piuttosto perché si fonda su condizioni  di vivibilità urbana e di integrazione sociale e culturale.

 Non stupisce che le aree degradate diventino polo di attrazione per persone con problemi di marginalità  e/o devianza  che lì trovano riparo, ma per affrontare queste situazioni vanno intraprese politiche ad ampio spettro di rigenerazione urbana.

 Paolo Bonafe ‘

Componente Direzione Comunale PD di Venezia

un nuovo turismo sostenibile

2014-11-21 Nuova Venezia - Turismo

,  E’ possibile governare i flussi turistici, in una logica che tenga insieme, per il bene di Venezia, sostenibilità e ritorno economico ? Questo nodo cruciale rappresenta una delle questioni su cui le Amministrazioni Comunali si sono interrogate, provando ad individuare alcune strategie per fronteggiare l’arrivo in città di milioni di turisti. Nel 2008, l’allora Giunta Comunale,. guidata dal Sindaco Cacciari, elaborò un atto di indirizzo (n.24 del 24/07/2008) per promuovere, nell’ambito del Progetto Turismo Sostenibile, una piattaforma informatica  per la prenotazione/vendita di una pluralità di servizi offerti dalle aziende comunali. Si trattava di uno strumento, pensato per rendere interoperabili le banche dati di Actv,Vela, Asm (ora Avm) Casinò, Venis, Venezia Marketing & Eventi (ora in Vela), Coses e Fondazione Musei,  mettendo  a sistema alcuni attori chiave del turismo cittadino. Nel quadro di questa azione di pianificazione, Venis avrebbe dovuto essere il soggetto competente, cui  il Comune di Venezia, affidava le attività  di sviluppo, integrazione e acquisizione delle componenti del sistema informatico, telematico e di telecomunicazione, necessari alla realizzazione del progetto; al  Coses,  sarebbero state assegnate funzioni di monitoraggio e valutazione del progetto complessivo e delle sue ricadute sulla città. Purtroppo, non mi risulta che questo progetto sia stato sostenuto dalla Giunta Orsoni, anzi il Coses,  Centro di ricerca qualificato, è stato chiuso. Venezia è, ad oggi, sprovvista di politiche e strategie per la regolazione  dei flussi turistici, divenuti sempre più impattantiRitengo che il progetto di Cacciari non possa essere accantonato, ma ripreso ed integrato in una logica di sviluppo ed inclusione di ulteriori attori cruciali: il Porto,  l’Aeroport o, le Ferrovie dello Stato e tutti soggetti del trasporto turistico privato, sviluppando un sistema di rete.E’ proprio nel fare rete la strategia vincente, utilizzando la rete quale strumento per la pianificazione e l’ intermediazione turistica,  garantendo una regolazione dei flussi turistici, secondo i principi di sostenibilità  e di sviluppo economico e sociale del territorio.Paolo Bonafe’Presidente Laboratorio VeneziaWww.laboratoriovenezia.it

la crisi e possibili nuovi sviluppi

pdf00001La crisi economica non dà segni di remissione, pur a fronte degli sforzi compiuti da Governo e BCE per muovere investimenti, attivare nuovi posti lavoro e rimettere in moto i consumi.
Le analisi Istat evidenziano che, a settembre, è ulteriormente diminuita la produzione industriale, segnando un calo del 2,9% su base annua. L’Istituto di ricerca segnala, inoltre, che le variazioni negative, sia congiunturali che tendenziali, coinvolgono tutti i comparti su base mensile: a scendere più di tutte è la produzione di beni di consumo (-3,2%), seguita dai beni strumentali (-2,4%), dall’energia (-1,5%) e, in misura minore, dai beni intermedi (-0,8%).
Un ulteriore allarme proviene dall’Istituto di ricognizione economica Moody’s secondo il quale, anche per il 2015, l’Italia potrà tristemente caratterizzarsi per una crescita zero. Anche nel nostro Comune di Venezia la crisi è mordente, basta girare per la città e si susseguono fuori di molti negozi i cartelli con su scritto: affittasi e vendesi.. Si tratta di chiusura di attività per lo più riconducibili a negozi di vicinato
A fronte di questo scenario, è evidente quanto diventino urgenti gli interventi strutturali.
Il Governo, col decreto n.133/2014, recante”Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” ( il cosiddetto decreto “sblocca-Italia”), si è dotato di uno strumento per dare delle prime risposte, ma anche queste misure non sono sufficienti a traguardare l’obbiettivo. Il Paese, come tutti conveniamo, necessita infatti di interventi e riforme strutturali, ma va anche e soprattutto rifondato su un piano etico, sociale e culturale, affinché vadano edificate quelle condizioni di legalità e trasparenza , atte ad alimentare un nuovo clima di fiducia. Sono questi, infatti, i presupposti indispensabili per garantire il complessivo sviluppo di una nazione. L’Italia del dopoguerra ha saputo mettere in campo queste azioni fondative: a quello spirito e a quelle energie dobbiamo richiamarci, affinché istituzioni, corpi intermedi e imprese trovino, attraverso un patto per la rinascita del Paese, la volontà di reinvestire nel futuro della Nazione. Ma anche ogni cittadino, attraverso un processo di cambiamento culturale e di rinnovata partecipazione alla gestione dei beni comuni, è chiamato a contribuire alla ricostruzione morale e sociale del proprio territorio. L’economia, per ripartire, ha soprattutto bisogno di un Paese sano, aperto ad un autentico progetto di futuro, fondato sui valori del lavoro, dell’equità sociale, della legalità, della sostenibilità e della partecipazione.

Paolo Bonafe’

Inviato da Samsung

ed ora primarie ricercando una coalizione coesa e un candidato Sindaco Autorevole

35_Stessa_coalizione_-2La Direzione Comunale PD,nell’ ultima riunione, si è dotata di precisi criteri per affrontare le prossime amministrative per il Comune di Venezia. Primo elemento di chiarezza riguarda le primarie che si faranno e saranno di coalizione. Questo significa che, i soggetti che si alleeranno con il Pd, dovranno sottoscrivere i 10 punti programmatici, stesi con il coinvolgimento degli Stati Generali indetti dal Partito. Il riconoscimento dello spazio politico agli alleati avverrà solo in base all’effettivo risultato elettorale di ciascuno.
La febbrile attività di questi giorni, in cui assistiamo alla produzione di documenti da parte di possibili candidati, sembra più indirizzata ad escludere altri competitor che a trovare una regola condivisa per l’ identificazione del miglior candidato.
La mia posizione iniziale era per primarie solo del PD e l’avevo espressa questa estate sia sul mio blog che sulla stampa. Non è pertanto un copyright di Jacopo Molina , del quale ho comunque trovato logico sottoscrivere il documento, che prendeva posizione in tal senso.
Devo dire che mi dispiaciuta la strumentalizzazione politica fatta da Molina su quel documento. Di fatto, oggi, grazie agli esiti del dibattito avvenuto in segreteria, la posizione da essa assunta soddisfa le mie richieste iniziali La relazione del segretario, infatti, introduce due principi per me irrinunciabili: 1) la coalizione si fonderà su un programma chiaro e condiviso, proposto dal PD ; 2) il riconoscimento di spazio politico ai vari partiti e movimenti avverrà solo a seguito di effettivo risultato politico.
Soddisfatti questi due principi, non ho avuto problema a votare a favore della relazione del Segretario e, come me, devono aver fatto altri sottoscrittori del documento di Molina se in prima battuta quel documento presentava 20 firme – sui 42 componenti della Direzione – e alla fine sul documento del segretario Rosteghin vi sono stati solo 8 astenuti con una larga adesione allo stesso
La questione aperta ora è la costruzione della coalizione. Personalmente ritengo corretto affrontare elezioni regionali e comunali con la medesima coalizione, se non fosse così si costruirebbero alleanze di interesse e non di progetto. Inoltre, ritengo poco fruttuosa la campagna di veti incrociati nella scelta dei candidati ( c’è chi non vuole ex assessori o ex consiglieri comunali od entrambi), in un momento in cui dovremmo solo essere impegnati ad individuare le persone capaci di vision strategica nel delineare un progetto di città metropolitana e di regione, capace di delineare e mettere in campo azioni e risposte innovative, per dare un vero futuro a questi territori, piegati da una crisi economica sociale e culturale, senza precedenti

Paolo Bonafe’
Componente Direzione Comunale PD Venezia

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Basta incidenti, bisogna avviare presto i lavori per la nuova Romea autostradale

Gazzettino 2014-10-21 Romea Killer

Il pauroso incidente avvenuto sulla Romea a Conche di Codevigo domenica e che ha visto la morte di una bambina di tre anni ritorna ad interrogarci sul perché ci si ostini ancora a non volere la realizzazione della nuova Romea. Quest’ultimo incidente ci dimostra, per l’ennesima volta, come sia quanto mai necessario mettere in sicurezza quella strada, che è una arteria autostradale oramai inadeguata per il traffico che ogni giorno la attraversa. Non avendo corsie di sosta nei due lati, ogni avaria che dovesse accadere alle autovetture comporterebbe un pericolo. Le dinamiche dell’incidente occorso dovranno essere valutate e studiate, ma certamente, se la causa è lo scoppio accidentale di un pneumatico, allora capiamo come quotidianamente migliaia di persone sono in pericolo di vita, visto che tanti sono gli automobilisti che ogni giorno attraversano quella strada per lavoro o per vacanza. E’ poi particolarmente doloroso quando a farsi male sono degli amici che tornavano da momenti di sport e che hanno rischiato di essere strappati all’affetto dei loro cari, come appunto è avvenuto alla figlia della giovane coppia che ha causato l’incidente. Purtroppo troppi ritardi si sono accumulati negli anni in non decisioni o in blocchi da parte dei territori che non vogliono che quella strada diventi una strada sicura, ma non sono le non decisioni che risolvono i problemi.
La realtà è che quella strada, per il traffico che ogni giorno l’attraversa, deve in pochi anni divenire una strada sicura, a quattro corsie con una corsia di emergenza. Sembra che il progetto sia approvato dal Cipe, che i vari permessi siano stati rilasciati e allora procediamo..basta aspettare. Non possiamo più permetterci altro dolore. Gli interessi di pochi non possono bloccare lo sviluppo e la sicurezza di molti, altrimenti i morti futuri peseranno come fardelli nella coscienza di coloro che ostinatamente si oppongono alla realizzazione di questa opera.

la crisi del commercio su Mestre e il bisogno di rivitalizzare la città

31_intervento_su_Nuova_Venezia_-_mestre_una_citta_che_ha_bisogno_di_riviotalizzaE’ sufficiente una passeggiata per Mestre a mostrare la profonda crisi economica che l’attraversa. Il susseguirsi di cartelli – chiuso/affittasi/vendesi – appesi sulle vetrine dei negozi, evidenziano quanto il tessuto della città stia subendo un impoverimento progressivo ed inarrestabile.
Le cause? Sebbene complesse, hanno anche aspetti semplicemente identificabili ed evidenti: il proliferare di nuove aperture di centri commerciali nella prima periferia della città, accompagnata alla assenza di parcheggi nel centro urbano e l’aumento delle ztl. Situazione sicuramente peggiorata dopo i lavori del tram e di via Poerio, che fa da contraltare a sempre maggiori collegamenti tra Mestre e i centri commerciali (ora il tram arriva al Panorama)
L’immediato futuro vedrà l’insediamento di nuovi centri commerciali anche in centro città, con le prossime aperture in via Torino -ex deposito Actv e dentro l’ ‘area ex Umberto ).
In una situazione di concorrenza così spietata si è inserita la crisi economica che ha reso definitivamente insostenibile la sopravvivenza del commercio al dettaglio.
La prossima amministrazione dovrà sicuramente affrontare questa questione che non ha una valenza soltanto economica, ma tocca profondamente i temi della accessibilità e fruibilità della città medesima. Un tessuto urbano, innervato da una rete di negozi, offre servizi, invita ad essere vissuto e percorso, favorisce socialità, concorrendo a costruire e garantire una città vivibile e sicura.

Paolo Bonafè
Presidente Laboratorio Venezia

progetto metropolitano di nuova mobilità

36_Articolo_La_nuova_Venezia_Quale sviluppo infrastrutturale per la città a metropolitana futura

Il prossimo anno gli amministratori,  chiamati a governare la città metropolitana, dovranno raccogliere, fra le altre, la sfida di progettare e  realizzare un sistema infrastrutturale, coerente con lo sviluppo territoriale e i nuovi bisogni di mobilità integrata dei cittadini. Ad oggi, dobbiamo purtroppo registrate l’assenza di un intervento significativo e sostanziale, in grado di rispondere  alle esigenze di trasporto nella città d’acqua, dove, a fronte del’incapacità/impossibilità di governare i flussi turistici coniugandoli con le esigenze di mobilità’ dei cittadini e delle merci, assistiamo ad una situazione di sovraccarico dei mezzi pubblici e di un pesante traffico acqueo. A sua volta, lo scenario della terraferma, evidenzia lo sviluppo di  Porto,  Aeroporto e  Stazione Ferroviaria,  ma anche la creazione di ulteriori e  nuovi  poli di interesse strategico per tutta l’area metropolitana  che esigono di essere  in connessione tra loro, all’interno di un quadro di sviluppo territoriale complessivo: il Vega che da incubatore di impresa sta anche promuovendosi come area espositiva per l’Expo 2015; l’Ospedale di Zelarino; il nuovo polo universitario di via Torino, il futuro insediamento dell’ex ospedale Umberto I e il nuovo porto commerciale e passeggeri di Fusina.

In questi anni, sia Regione che Comune di Venezia, hanno indubbiamente investito, in una logica di implementazione della mobilità sostenibile,  in  tre opere infrastrutturali, SFMR, People Mover e Tram, dimostrando un concreto impegno nel superamento dello sviluppo del trasporto su gomma. Il Tram, in particolare,  rappresenta un intervento importante poiché  mette in diretta comunicazione, da nord a sud,  la terraferma veneziana, territorio segnato dalla cesura, rappresentata dalla linea ferroviaria. Ma va anche detto che il Tram, nel suo percorso per Venezia,  sembra più pensato per favorire l’accesso al parco di S. Giuliano che per le nuove necessità di mobilità (es. Via Torino – Vega – Ospedale di Zelarino).  In ogni caso, tutti gli importanti investimenti infrastrutturali  sopracitati soffrono di un mancato disegno progettuale integrato e restituiscono l’immagine di essere stati pensati e realizzati ciascuno,  in modo a se stante,  scollati da un  disegno complessivo di sviluppo urbano, che avrebbe, ad esempio potuto prevedere la valorizzazione della preesistente rete ferroviaria merci, creata per interconnettere le aree produttive di Portomarghera con la rete ferroviaria principale.
La sfida del futuro sarà, quindi, quella di integrare tutte le infrastrutture, in modo che rappresentino un sistema organico di mobilità cittadina Alcune ipotesi: portare la SFMR al Vega utilizzando la  linea ferroviaria portuale merci;  prolungare, in un nuovo progetto, il People Mover fino al Vega utilizzando il medesimo sistema di piloni garantendo  un collegamento tra Venezia e la Terraferma che  bypassi  il Ponte della Libertà; potenziare il SFMR nella linea che porta all’Ospedale di Zelarino e alle altre stazioni di Mestre e Spinea.).
In questo modo potremmo vedere realizzato un sistema ferroviario metropolitano che andrebbe a collegarsi con il progettato sistema di  mobilità di alta velocità ed alta capacità ferroviaria, completando anche  la connessione di rete con l’aeroporto e la città.

Paolo Bonafè

Componente direziobe comunale PD Venezia